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9 marzo 2016

Sclerosi multipla e diabete: la ricerca Università di Sassari

Ricerca Uniss sclerosi multipla e diabete
Ricerca Uniss sclerosi multipla e diabete

Ricerca Uniss sclerosi multipla e diabete

Sclerosi multipla e diabete 1: il ruolo delle infezioni. 

Nuovi studi dell’Università degli Studi di Sassari fanno luce sulle cause di queste patologie autoimmuni: le ricerche sono state pubblicate su Scientific Reports.

Alcune infezioni possono contribuire all’insorgenza di patologie autoimmuni quali la Sclerosi multipla e il  Diabete di tipo 1, sia in età adulta che in età pediatrica, ad altissima incidenza in Sardegna.

Lo confermano due nuovi studi di un’équipe di ricerca di Microbiologia del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari, guidata dal prof. Leonardo Sechi, approdati sulle pagine della rivista Scientific Reports – Nature.

La Paratubercolosi dei ruminanti e il virus di Epstein Barr

Il Mycobacterium avium subspecies paratubercolosis (Map), ossia il batterio che causa la Paratubercolosi nei ruminanti, e il virus Epstein Barr, responsabile della mononucleosi infettiva nell’uomo, sono stati associati dai ricercatori al Diabete di tipo 1 e alla Sclerosi multipla rispettivamente, sulla base di studi che vanno avanti da anni e che gli ultimi esperimenti hanno avvalorato. “La scoperta indica la necessità di dotarsi di piani efficaci di controllo delle infezioni, in particolare della Paratubercolosi – spiega Leonardo Sechi – Infatti, il Map è un patogeno altamente resistente, diffuso in circa il 50-60 per cento degli allevamenti in Sardegna”.

Le due infezioni possibili concause della Sclerosi multipla: la ricerca dell’Università di Sassari

L’articolo più recente è uscito oggi, 9 marzo 2016, e riguarda l’associazione fra il Map, il virus di Epstein Barr (EBV) e antigeni omologhi dell’uomo coinvolti nella Sclerosi Multipla (la proteina basica della Mielina e l’IRF5). “Lo studio ha evidenziato la presenza di anticorpi contro questi antigeni sia nel sangue periferico, sia nel liquido cerebrospinale dei pazienti affetti da Sclerosi Multipla – spiega il dott. Giuseppe Mameli, ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche e primo autore dell’articolo – Inoltre è stata osservata una produzione intratecale di anticorpi che mette in evidenza l’importanza del ruolo dei linfociti B (le cellule che producono anticorpi) nella malattia”. Ciò conferma, in altre parole, l’importante contributo che le due infezioni possono avere come concause della Sclerosi Multipla. La ricerca è stata effettuata in collaborazione con le professoresse Eleonora Cocco e Maria Giovanna Marrosu dell’Università di Cagliari. Questa direzione era stata già indicata in un precedente lavoro di ricerca, pubblicato su European Journal of Neurology a gennaio di quest’anno, dal prof. Sechi e dal dott. Mameli insieme ai professori Giordano Madeddu e Roberto Manetti del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Sassari.

Anticorpi contro il Map anche nei bambini a rischio diabete

È del 29 febbraio invece, quindi di pochi giorni fa, il primo articolo del gruppo di ricerca di Leonardo Sechi, incentrato sul rapporto tra il Mycobacterium avium subspecies paratubercolosis e il Diabete di tipo 1. “La novità è che “non solo in pazienti affetti da diabete di tipo 1, ma anche in bambini a rischio di diabete arruolati presso le strutture dell’Università di Tor Vergata, si riscontrano anticorpi contro antigeni del Map e gli omologhi della Proinsulina e della proteina Znt8, questi ultimi due classici autoanticorpi presenti nei diabetici” spiega la dott.ssa Magda Niegowska, dottoranda del corso in Life Science and Biotechnologies e prima autrice dell’articolo. In un precedente lavoro pubblicato su Journal of Diabetes Research a gennaio 2016 che aveva preso in considerazione bambini sardi coinvolti nello studio internazionale TRIGR, in collaborazione con il Dott. Marco Songini dell’Ospedale Brotzu di Cagliari, è stato osservato che gli anticorpi contro il batterio compaiono prima degli anticorpi contro gli omologhi umani. Ciò significa che i bambini vengono a contatto con il batterio in tenera età, e questo può contribuire ad attivare la risposta autoimmune contro le cellule beta del pancreas portando in poco tempo alla loro distruzione e, quindi, al diabete.

“La ricerca sta andando avanti rapidamente e contiamo di estendere lo studio all’età pediatrica anche per ciò riguarda il rapporto tra il Map, l’EBV e la Sclerosi multipla”, conclude il prof. Sechi.


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