• Google+
  • Commenta
13 aprile 2016

Autismo: cause e cure in un progetto di Casagrande e Catapano

Autismo - Quello che non vedo
Autismo - Quello che non vedo

Autismo – Quello che non vedo

Si chiama “Quello che vedo” il nuovo progetto cinematografico, la prima webseries sull’autismo di Maurizio Casagrande: ecco di cosa si tratta, intervista agli autori del progetto.

Si è conclusa, con successo, la settimana della consapevolezza sull’autismo. Grandissima affluenza di pubblico nell’hinterland napoletano: la Campania si riconferma in prima linea a difesa delle persone affette da spettro autistico.

Cercheremo di far luce sulla cosiddetta Sindrome di Kanner, avvalendoci della testimonianza di Vincenzo Catapano, attore e sceneggiatore, insieme alle colleghe Laura Pepe e Maia Salvato, della webserie “Quello che vedo” diretta da Maurizio Casagrande. Cerchiamo di comprendere che cosa rappresenti questo disturbo neuro-psichiatrico e cosa significa per un giovane studente essere autistico.

Cos’è l’autismo: disturbi e cause, sintomi e cura, la sindrome di Kanner in una webserie

Per la scienza l’autismo è “una condizione patologica per cui l’individuo si ripiega su stesso e perde interesse per il mondo reale esterno” (enciclopedia De Agostini). È un disturbo difficile da diagnosticare. Infatti, sebbene sia stato identificato più di sessant’anni fa dallo psichiatra Leo Kanner (che fu il primo scienziato ad attribuire all’autismo il rango di sindrome specifica), ad oggi le incognite legate alle cause ed alla sua completa classificazione risultano del tutto innumerevoli. Quel che è certo è che le persone autistiche sono, in molti casi, avulse dalla realtà che le circonda. Ed è proprio questo il dramma: la de-socializzazione, l’ossessivo e irrefrenabile distacco dal mondo reale, che, nella maggior parte dei casi, è amplificato da difficoltà comunicative e atteggiamenti motori ripetitivi (i sintomi compaiono, di norma, prima dei tre anni).

In realtà l’autismo è una gabbia che imprigiona persone meravigliosamente sensibili, dolci e speciali. Persone uniche, spesso geniali, che necessitano, però, dell’aiuto di medici e strutture adeguate ad ospitarle e accoglierle.

La Campania è da sempre tra le regioni italiane più sensibili al tema della sindrome di Kanner. Prova ne è la presenza, nel suo incantevole territorio, di una fitta rete specialistica supportata da veri e propri centri d’eccellenza. In occasione della IX edizione della giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, ad esempio, Napoli, città metropolitana e capoluogo della regione campana, si è candidata, grazie all’Istituto per la ricerca, la formazione e l’informazione sulle disabilità (I.r.f.i.d. onlus), come capitale internazionale di questo disturbo neuro-psichiatrico.

E all’I.r.f.i.d., del resto, va il merito di aver lanciato e promosso, il 2 aprile scorso, in occasione della giornata mondiale voluta dall’Onu, una vera e propria mobilitazione, destinata a sensibilizzare i cittadini partenopei sulle tematiche inerenti alla sindrome di Kanner e, nel contempo, a presentare la “Settimana dell’Autismo” un evento, d’impronta culturale e scientifica, impreziosito dalla partecipazione di moltissimi cittadini.

Congressi internazionali e campagne di sensibilizzazione in diversi comuni della provincia di Napoli. Poi la trasformazione scenica dei principali monumenti, siti archeologici e vessilli della cultura campana: irradiati, per l’occasione, da una simbolica luce blu. E, infine, campagne social, l’istituzione di un concorso per gli studenti nelle scuole, la proiezione di film e cortometraggi, dedicati al tema, e dibattiti con esperti e ragazzi autistici.

Sono stati questi alcuni tra i principali appuntamenti in calendario per la ‘”settimana dell’autismo” organizzata dall’I.r.f.i.d. .

Ma ad attirare l’attenzione degli addetti ai lavori e, soprattutto, dei numerosi cittadini presenti è stata la proiezione del trailer della webserie “Quello che vedo” di V. Catapano, L. Pepe e M. Salvato, che narra la storia di un ragazzo autistico e del suo percorso di vita.

“Quello che vedo”: prima webseries sull’autismo di Maurizio Casagrande

Spinti dal desiderio di far luce su questa delicata realtà, abbiamo contattato Vincenzo Catapano, attore protagonista e sceneggiatore di questa suggestiva webserie (diretta da Maurizio Casagrande e interpretata anche da Fabio Fulco) incentrata sul tema dell’autismo.

Vincenzo, potrebbe parlarci del suo lodevole progetto?

Quello che vedo è un progetto sociale che nasce da un’idea di tre amici-colleghi, Io, Laura Pepe e Maia Salvato, con l’obiettivo di far conoscere e diffondere uno tra i disturbi neurologici più invalidanti ma di cui purtroppo si parla ancora poco: l’autismo – Dice Catalano –

“Questo Progetto  – continua – è stato presentato in un’importante cornice internazionale dell’IRFID onlus, e fa parte di una delle tantissime iniziative promosse in questa settimana da quest’ente; la prima puntata ha aperto il Convegno Internazionale “ICABA 2016” lo scorso 8 Aprile. “Quello che vedo” è nato senza tante aspettative. In un primo momento l’idea, infatti, era quella di una realizzazione attraverso i mezzi a nostra disposizione e quindi senza la collaborazione di un cast tecnico di professionisti. Di lì a poco c’è stato un mutamento di rotta, che abbiamo accolto con molto entusiasmo, quando Maurizio Casagrande, leggendo la sceneggiatura, ha accettato di dirigere i lavori … . In questo modo sono cresciute le nostre aspettative e, contemporaneamente, il progetto. Le difficoltà nella realizzazione non sono state poche; ma nonostante tutto, grazie ad alcune aziende campane che ci hanno supportato economicamente per fronteggiare le spese tecniche, grazie a Maurizio Casagrande che insieme al cast artistico hanno sposato il progetto in forma assolutamente gratuita, ce l’abbiamo fatta. “Quello che vedo” è una storia d’integrazione che parla di autismo ma non solo. È una storia dove c’è tanto amore … in tutte le sue forme; tutti i protagonisti a loro modo amano.

Tutte le vicende ruotano intono alla famiglia Balestrieri composta da Carlo, il papà, (interpretato da Fabio Fulco), Filippo (il mio personaggio), ragazzo autistico di 25 anni, e Mirko (interpretato da Antonio D’Amora), il fratellino di Filippo. E tutte queste storie ci vengono raccontate con toni assolutamente brillanti proprio attraverso gli occhi di Mirko.

 In una recente intervista ha dichiarato di essersi avvicinato a Filippo Balestrieri, il personaggio da interpretare, documentandosi molto sul tema della sindrome di Kanner e soprattutto, recandosi insieme alle altre autrici, Maia e Laura, presso il Centro Neapolisanit di Ottaviano – una vera e propria eccellenza campana nel campo del trattamento di persone affette da spettro autistico -, e cercando quindi di conoscere, da vicino, questa realtà. Ecco, potrebbe parlarci della gestazione del personaggio e delle sensazioni che ha provato nell’approcciarsi al mondo dell’autismo?

“Tutto è cominciato circa sette mesi fa quando, recandomi al Centro Neapolisanit di Ottaviano (NA), ho avuto la possibilità di relazionarmi con un mondo completamente diverso da come lo immaginavo. Lo studio del personaggio non è stato facile, infatti, dopo qualche mese trascorso a cercare di attingere il più possibile da ragazzi autistici, mi accorsi di non aver fatto progressi, di essere ancora fermo all’inizio e di non essere soddisfatto del mio lavoro. Poi improvvisamente, solo quando ho abolito tutte le barriere e mi sono totalmente aperto, mi sono sentito pronto a ricevere. Così è nato Filippo. Le sensazioni che ho provato sono state tante, forti e ogni giorno l’una diversa dall’altra. Inizialmente non è stato semplice nemmeno dal punto di vista emotivo: in quanto avevo da poco cominciato a familiarizzare con l’autismo, ma poi, andando avanti, conoscendo questi ragazzi e il loro mondo, sono stato rapito e a mano a mano ho provato solo emozioni piacevoli. Spesso tornavo a casa incredulo e stupito di quello che riuscivano a fare questi ragazzi: ad esempio la prima volta che vidi Danilo, col quale trascorrevo parecchio tempo, dopo avergli riferito la mia data di nascita, mi seppe dire con rapidità che giorno della settimana fosse; poi scoprii che era proprio una sua dote. Questi ragazzi mi hanno insegnato tanto … . Grazie all’approccio che ho avuto con loro ho  mutato alcuni miei modi di vedere le cose e ho abbattuto un pò di schemi mentali. Spesso ci capita di pensare di conoscere delle cose, ma quando le guardiamo da un’altra prospettiva e più da vicino ci appaiono totalmente differenti: in un primo momento pensavo, infatti, che l’autismo fosse un disturbo e un “destino” da accettare. Il contatto diretto con il centro mi ha permesso di conoscere  l’esistenza di trattamenti che possono tornare molto utili e il più delle volte portare a grandi miglioramenti”.

Vincenzo, qual è la sua opinione in merito all’impegno profuso dall’I.r.f.i.d. Onlus? 

Catalano con Casagrande

Catalano con Casagrande

“I.r.f.i.d. onlus è una bella realtà; è una realtà che fa molto per l’autismo, per i ragazzi affetti da questa patologia, per le famiglie, per il territorio e per tutti i cittadini, di modo che la sindrome di Kanner con tutto il suo misterioso e doloroso mondo diventi più familiare a chi non lo conosce affatto, e faccia sentire meno sole le persone che invece ogni giorno ci convivono. Queste iniziative in occasione della giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo ne sono la prova. Ritengo che iniziative come questa promossa dall’Irfid e realtà come queste non debbano essere singolari.”

Antonio Migliorino


© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy