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27 aprile 2016

Ipercolesterolemia familiare: genetica e terapia, Unimore

Ipercolesterolemia familiare
Ipercolesterolemia familiare

Ipercolesterolemia familiare

Ipercolesterolemia familiare: dalla genetica alla terapia all studio e ricerca dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

L’ipercolesterolemia familiare FH: dalla genetica alla terapia sarà al centro di un nuovo appuntamento proposto da Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dall’Azienda USL di Modena e dal Dipartimento ad Attività Integrata di Medicina Endocrinologia, Metabolismo e Geriatria. L’incontro in programma giovedì 28 aprile a Modena fornirà un quadro d’insieme della patologia e dei trattamenti oggi percorribili.

Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di mortalità in Europa ed in Italia, con un impatto imponente sulla salute pubblica e sulle risorse sanitarie e economiche. Tra i principali fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, gli esperti individuano: l‘ipercolesterolemia LDL, l’ipertensione arteriosa, il diabete, l’obesità, il fumo, la sedentarietà.

In particolare l’ipercolesterolemia familiare (FH), ovvero l’eccesso di colesterolo nel sangue dovuta ad alterazioni genetiche, provoca malattia coronarica in età precoce, è sottostimata e spesso diagnosticata tardivamente. L’esposizione delle arterie ad alti livelli di colesterolo LDL fin dalla vita neonatale accelera poi il processo di aterosclerosi, con la comparsa precoce di infarti, tuttavia un riconoscimento corretto ne permette il trattamento con farmaci sicuri ed efficaci per la prevenzione cardiovascolare.

Incontro e ricerca dell’Università di Modena e Reggio Emilia su ipercolesterolemia familiare

Questo il tema dell’incontro promosso da Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dall’ Azienda USL di Modena e dal Dipartimento ad Attività Integrata di Medicina Endocrinologia, Metabolismo e Geriatria.

L’appuntamento, rivolto a tutti gli interessati, punterà i riflettori su: “Ipercolesterolemia familiare: dalla genetica alla terapia” e si terrà giovedì 28 aprile 2016 alle ore 16.00 presso l’Aula Coppo del Nuovo Ospedale Civile S. Agostino – Estense (via Pietro Giardini, 1355 – Baggiovara terzo piano) di Modena.

 A fare il punto sulla attività di prevenzione raggiunta attraverso gli studi e le ricerche sicentifiche riguardo a questa patologia saranno: il prof. Sebastiano Calandra di Unimore, che affronterà il tema “Basi genetiche dell’Ipercolesterolemia familiare”; la prof.ssa Francesca Carubbi di Unimore che approfondirà l’argomento sull’ “Approccio clinico al paziente con ipercolesterolemia familiare”; il dott. Fabio Nascimbeni su un caso clinico ed a seguire l’intervento del dott. Emilio Rubino – Regional Medical Liaison Amgen che parlerà di “Nuovi farmaci per il trattamento del ipercolesterolemia: Evolocumab”. L’incontro prevede una discussione finale.

Una corretta diagnosi e l’adeguata terapia dell’ipercolesterolemia familiare FH – afferma la prof. ssa Francesca Carubbi di Unimore – sono indispensabili per l’efficace prevenzione di infarti ed altre malattie cardiovascolari. Dati europei recenti indicano che l’ipercolesterolemia familiare FH eterozigote ha una prevalenza pari a circa 1: 220 soggetti, quindi è attualmente sottostimata. Il Centro Dislipidemie della UO Medicina metabolica, in cui opero da venti anni, effettua percorsi diagnostico-terapeutici per pazienti dislipemici che includono la diagnosi clinica e il trattamento corretto dei soggetti affetti da FH, secondo le attuali Linee Guida. In molti casi ne è possibile anche la caratterizzazione genetica, grazie alla stretta collaborazione con il prof. Sebastiano Calandra e la prof. Patrizia Tarugi di Unimore e l’adesione al progetto LIPIGEN della Società italiana dell’Aterosclerosi SISA. Lo screening a cascata dei familiari affetti da ipercolesterolemia familiare permette di riconoscere e trattare intere famiglie affette da FH. Nuove terapie e l’utilizzo corretto dei farmaci esistenti permettono oggi il trattamento della FH e la riduzione degli eventi cardiovascolari, se si raggiungono i necessari obiettivi terapeutici. Una maggiore consapevolezza della malattia sia a livello individuale sia di comunità e il trattamento sin dall’età infantile sono cruciali per la cura dei soggetti affetti da questo disordine ereditario”.


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