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27 aprile 2016

Rapporto Almalaurea 2016: Università degli Studi Roma Tre

Rapporto Almalaurea 2016
Rapporto Almalaurea 2016

Rapporto Almalaurea 2016

Università. Rapporto Almalaurea 2016, a Roma tre alta percentuale di occupati e di soddisfatti.

Il rettore Mario Panizza. «L’Università è ancora garanzia per l’occupazione anche nei momenti di crisi e nonostante i tagli delle risorse»

Dal Rapporto 2016 sul profilo e la condizione occupazionale dei laureati presentato oggi dal Consorzio interuniversitario AlmaLaurea emerge che la laurea rappresenta una garanzia per l’occupazione e lo attesta in  particolare l’indagine sui laureati dell’Università degli Studi Roma Tre.

«Siamo soddisfatti dei risultati dello studio di AlmaLaurea: i dati ribadiscono che gli studi universitari sono decisivi per l’ingresso nel mondo del lavoro, anche nei momenti di crisi e nonostante i tagli delle risorse», spiega Mario Panizza, il rettore del più giovane ateneo romano, tra i primi 100 emergenti al mondo secondo la classifca “Times Higher Education 150 under 50”. «Anche altri dati sono per noi molto positivi: l’età media dei nostri studenti alla laurea è di 26,3, in linea con il dato nazionale, pari al 26,2, e di poco inferiore al dato regionale, pari al 26,5; il radicamento sul territorio e l’accessibilità sono indicati dall’alta percentuale di laureati che durante gli studi hanno svolto un’attività lavorativa, pari al 76%, contro il dato nazionale del 65% e quello regionale del 68%); infine ci fa particolarmente piacere che l’83% dei nostri laureati si dichiari soddisfatto del rapporto con il corpo docente, che la stessa percentuale consideri le aule adeguate che l’88% valuti positivamente i servizi di biblioteca». 

Venendo al tema della condizione occupazionale dei laureati di Roma Tre secondo il rapporto Almalaurea 2016, l’indagine ha coinvolto 3.232 laureati triennali del 2014 intervistati dopo un anno dal titolo;  1.851 laureati magistrali biennali del 2014 a un anno dal titolo; 2.008 del 2012 a tre anni;  1.973 del 2010 a cinque anni.

Rapporto Almalaurea 2016: Laureati triennali dell’Università degli Studi Roma Tre

Sebbene una quota elevata di laureati di primo livello, il 65%, prosegua il percorso formativo con la magistrale e isolando tra i laureati triennali coloro che non si sono mai iscritti a un corso di laurea magistrale (33%), il tasso di occupazione (si considerano occupati anche quanti sono in formazione retribuita) è del 67% (tasso a livello regionale: 61%;  nazionale: 67%), mentre quello di disoccupazione (calcolato sulle forze di lavoro, cioè su coloro che sono già inseriti o intenzionati a inserirsi nel mercato del lavoro) è pari al 20% (tasso a livello regionale: 28%;  nazionale: 23%) Il 43% degli occupati può contare su un lavoro stabile, ossia contratti a tempo indeterminato o attività autonome effettive (liberi professionisti, lavoratori in proprio, imprenditori, ecc.). Il guadagno è in media di 932 euro mensili netti.

Rapporto Almalaurea 2016: laureati magistrali a Uni Roma Tre

A un anno. Il 70% dei laureati magistrali biennali del 2014, compresi coloro che sono in formazione retribuita, è occupato (tasso a livello regionale: 68%; nazionale: 70%). Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 23%. 38 occupati su cento possono contare su un lavoro stabile (contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo). Il guadagno è di 1.076 euro mensili netti e l’efficacia è pari al 41%.

A tre anni. L’82% dei laureati magistrali biennali del 2012 è occupato dice il rapporto Almalaurea 2016 (tasso a livello regionale: 81%; nazionale: 82%). Il tasso di disoccupazione è pari al 12%. Gli occupati stabili sono il 53%. Le retribuzioni arrivano a 1.238 euro mensili netti. L’efficacia coinvolge 50 laureati su cento. Ma dove vanno a lavorare? L’80% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 14% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (6%). L’ambito dei servizi assorbe l’82%, mentre l’industria accoglie il 16% degli occupati. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.

A cinque anni. L’85% dei laureati magistrali biennali del 2010 è occupato. Il tasso di disoccupazione è pari al 9% (tasso a livello regionale: 84%; nazionale: 84%). Gli occupati stabili sono il 69%. Le retribuzioni arrivano a 1.362 euro mensili netti. L’efficacia coinvolge 49 laureati su cento.

Ma dove vanno a lavorare? Il 78% dei laureati secondo il rapporto Almalaurea 2016 è inserito nel settore privato, mentre il 17% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (5%). L’ambito dei servizi assorbe l’82%, mentre l’industria accoglie il 16% degli occupati. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.


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