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26 aprile 2016

Università telematica: tra crisi e nuove opportunità

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Università telematica

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Ecco come cambia l’università in Campania grazie all’Università telematica: tra crisi e nuove opportunità.

Nel bailamme della politica italiana, invischiata in faccende sempre più distanti dai reali problemi dei cittadini, il mondo universitario vede il proprio ruolo parecchio ridimensionato, nonostante una crisi che imperversa da almeno 10 anni.

I dati solo allarmanti, soprattutto al Sud: si stima che le immatricolazioni siano scese del 20% nel corso dell’ultimo decennio, cioè uno studente su cinque preferisce cercar fortuna seguendo altri percorsi rispetto a quello accademico.

Le ragioni sono molteplici, a partire da un livello didattico che spesso si rivela inadeguato, passando per i tagli alle borse di studio, altra ferita aperta sulla pelle degli studenti.

Gli atenei del Meridione devono poi far fronte a un altro dei problemi storici a livello universitario, ovvero la migrazione degli studenti verso le città del nord, che apparentemente garantiscono un servizio di livello più alto, una migliore qualità della vita e un titolo più blasonato.

Queste considerazioni non potrebbero essere però più fuorvianti, visto che anche nelle facoltà settentrionali i problemi non mancano e fatta eccezione per alcuni poli di eccellenza, la situazione non è poi tanto diversa da quella del sud.

Una delle note liete è però quella relativa alle università telematiche, che in questo contesto di sfiducia verso gli atenei tradizionali si stanno dimostrando all’altezza delle nuove aspettative degli studenti. Una maggiore flessibilità negli orari di studio, grazie alle lezioni sempre consultabili, retta universitaria meno costosa, utilizzo di strumenti didattici nuovi e più avanzati: insomma una ricetta che sembra adattarsi al meglio alle nuove generazioni.

Inoltre esistono casi di università telematica come quello di Unicusano, che non solo mette a disposizione tutti questi benefit ma sta seguendo un progetto di potenziamento che mira a fornire un servizio a 360°. Per esempio l’ateneo romano ha da poco dato vita alla sua università di Napoli, situata in via dei Mille, che permette agli studenti di recarsi nella sede qualora ne avessero bisogno, senza però rinunciare alla possibilità di seguire tutti i corsi completamente online.

Benché quella degli atenei virtuali sia un’ottima soluzione per incentivare nuovamente gli studenti a concludere il proprio percorso universitario, il problema andrebbe però risolto alla radice: uno dei fattori che hanno portato a questo calo vertiginoso delle iscrizioni è il trend che vede anche un calo degli studenti che finiscono le scuole superiori, che nel caso del sud Italia tocca punte importanti.

Il quadro finale non è certo incoraggiante, visto che il nostro paese si trova all’ultimo posto per quanto riguarda il tasso di laureati totali nella fascia 30-34 anni: un dato su cui tutti dovrebbero riflettere, anche nell’ottica di un mercato del lavoro che non pare essersi mai risollevato, come indicano le ultime ricerche in fatto di assunzioni dopo la diminuzioni degli sgravi relativi al Jobs Act.


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