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18 maggio 2016

Scuola aperta d’estate: si inizia dalle scuole medie e superiori

Scuola aperta d'estate
Scuola aperta d'estate

Scuola aperta d’estate

Lasciare la scuola aperta anche d’estate, nuova iniziativa Miur: si inizia dalle scuole medie e superiori che resteranno aperte durante le vacanze estive, ecco quando e quali istituti.

Scuole aperte anche in estate a Napoli, Roma, Milano e Palermo: è questo l’ambizioso progetto che il Miur vuole realizzare. Il Ministro Stefania Giannini a Tokyo spiega ai colleghi come e quando prenderà il via l’iniziativa che prevede la scuola aperta d’estate e anche di domenica. Gli studenti delle scuole medie e delle superiori potranno ritornare tra i banchi di scuola, non per studiare, ma per essere coinvolti in attività sportive, artistiche e che promuovano la conoscenze del territorio. I fondi stanziati sono in totale 10 milioni: quasi la metà è destinata alle scuole aperte d’estate a Napoli, dove il fenomeno della dispersione scolastica e del numero di abbandoni è più elevato.

La restante parte (circa 6 milioni di euro) sarà divisa tra istituti di scuola superiore e media di Milano, Roma e Palermo. Per le scuole che decidono di partecipare al bando del Miur, che trovate si www.areearischio.it,  saranno stanziati fino a 15 mila euro, e i progetti che devono essere presentati possono prevedere anche la collaborazione con “altre istituzioni locali, associazioni e genitori”.

La scuola aperta anche d’estate, quando e dove: ecco le scuole interessate e cosa cambia

I cancelli degli istituti scolastici secondari di primo e secondo grado resteranno aperti anche d’estate: dopo l’esame di terza media e le prove della maturità 2016, chi vorrà potrà ritornare in classe. A partire dal 1 luglio 2016, al termine delle attività didattiche, studenti e famiglie potranno essere coinvolti in numerose attività, che poco hanno a che fare con lo studio.

La scuola aperta d’estate per ridurre il numero degli abbandoni non formalizzati nel corso dell’anno scolastico, ma anche per ridurre bocciature e debiti formativi, soprattutto alle superiori. L’obiettivo è quello di contrastare l’elevato numero di assenze e di sanzioni disciplinari che sono l’espressione di un disagio sociale latente, avvertito soprattutto nelle aree periferiche delle grandi realtà metropolitane.

Ma quando ci saranno le scuole aperte d’estate e cosa si farà in classe a luglio e agosto? Le attività extra-didattiche potranno iniziare a partire dal mese di luglio 2016 e si terranno fino a settembre o fino alla conclusione del progetto previsto dall’istituto. Le attività coincideranno con le vacanze estive o quantomeno si terranno dal di fuori dell’orario scolastico.

Il Miur ha destinato al progetto “Scuola al centro” 10 milioni di euro, che serviranno a tenere le scuole aperte d’estate a Milano, Roma, Napoli e Palermo. In particolare le aree destinatarie degli interventi sono le città metropolitane con la maggiore popolazione scolastica.

A Napoli, ad esempio, si contano 541 istituti, e 275 sono in zone a rischio. Daniela Salzano, dirigente dell’istituto “Russo-Montale” del Rione Sanità ha dichiarato a La Repubblica: “Si devono programmare interventi regolari di sostegno ai ragazzi e alle famiglie, non limitarli all’estate quando una sparatoria accende i riflettori. Tra i nostri allievi ci sono mamme-bambine ancora senza licenza media. Occorrono servizio sociali più efficienti e supporto ai genitori.

Le attività previste con il progetto Miur scuola aperta d’estate

Il Miur ha redatto una graduatoria degli istituti statali che possono beneficiare del finanziamento. L’elenco delle scuole medie e superiori può essere consultato direttamente sul sito del Ministero dell’Istruzione. Ciascun istituto, per partecipare al progetto scuole aperte anche d’estate, deve presentare un progetto nei limiti delle risorse disponibili all’interno della propria area. Le attività devono perseguire almeno due dei seguenti obiettivi:

  • prevenzione del disagio che determina abbandono scolastico;
  • rafforzamento delle competenze di base;
  • integrazione degli alunni non italiani.

Durante le vacanze estive, i ragazzi potranno prendere parte a progetti di autoimprenditorialità in relazione al proprio percorso di studio, ma anche ad attività che interessano il mondo della musica o dell’arte. Si potrà imparare a suonare uno o più strumenti musicali, partecipare a laboratori artistici sulla street-art, vedere film, o seguire corsi di fotografia.

Con la scuola aperta d’estate i ragazzi potranno organizzare attività sportive pomeridiane: tornei di calcio o pallavolo, per trascorrere le vacanze estive in una palestra o in un campetto piuttosto che per strada.

Molte attività daranno spazio alla promozione e sensibilizzazione della lettura, attraverso incontri con scrittori o progetti coinvolgenti per gli studenti. Inoltre, col progetto “Scuola al Centro” il Miur punta anche alla valorizzazione del territorio, con studi dedicati alla conoscenza del proprio quartiere e all’educazione alla legalità, per vivere in città in maniera più responsabile e attiva.

Progetto scuola aperta anche d’estate: compensi docenti e polemiche

Gli studenti non dovranno quindi ritornare in classe per studiare, ma per divertirsi e diventare cittadini più consapevoli e attivi. Il Ministro Stefania Giannini ha dichiarato che l’intento del progetto è proprio quello di fornire un’alternativa alla strada, luogo di ritrovo di molti ragazzi durante le vacanze scolastiche estive. “Molti di loro hanno bisogno di un luogo sicuro, dove incontrarsi in pace e scoprire possibilità diverse per impegnarsi. Un tetto per uscire da situazioni complicate, in casa e fuori casa.

Giannini e la scuola aperta l'estate

Giannini e la scuola aperta l’estate

Il compenso dei docenti non sarà alto, ma la scuola aperta d’estate diventerà anche il punto d’incontro per studenti e associazioni di volontari che possono essere coinvolte nel progetto. C’è chi teme che il progetto sia un mero spot in vista delle elezioni amministrative 2016, ma per chi ogni giorno vive nelle aree a rischio, diventa “un’occasione che non possiamo perdere“, come ha dichiarato la dirigente Salzano. Oppure la dirigente Eugenia Canfora, dell’istituto comprensivo “Papa Giovanni-Raffaele Viviani ” di Caivano: “Bando o non bando, la mia scuola resterà aperta fino all’ultimo giorno. Qui non serve un progetto d’emergenza (come Scuola al Centro, ndr) ma un percorso a lungo termine. Avrei potuto salvare più ragazzi se le luci non si fossero accese ad intermittenza“.


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