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10 giugno 2016

Denise Bolognani di Unitn vince premio Demattè

Denise Bolognani
Denise Bolognani

Denise Bolognani

Denise Bolognani dottoranda dell’Università di Trento vince il premio Demattè e vola a Princeton.

Dottoranda in Ingegneria civile, ambientale e meccanica, si aggiudica la decima edizione della borsa di studio intitolata a Claudio Demattè

Grazie alla dote di 25mila euro svolgerà il suo progetto di ricerca all’Università di Princeton. La cerimonia di assegnazione si terrà lunedì 20 giugno alle 18 nella sede della Fondazione Bruno Kessler a Trento

Denise Bolognani si aggiudica la borsa di studio intitolata a Claudio Dematté per l’edizione 2016 e si guadagna così la possibilità di continuare i propri studi oltreoceano, all’Università di Princeton. Lunedì prossimo, 20 giugno, la dottoranda in Ingegneria civile, ambientale e meccanica, laureata con 110 e lode in Ingegneria civile all’Università di Trento, riceverà il premio vinto grazie al suo progetto di studio sull’inferenza logica. «Ogni volta che prendiamo una decisione – spiega Denise Bolognani – utilizziamo inconsapevolmente gli strumenti della deduzione logica, per esempio “Domani probabilmente pioverà. Devo portare con me l’ombrello?”. L’inferenza statistica è un processo logico molto ricorrente dunque nella vita di tutti i giorni e, sebbene possa sembrare strano, ci permette di stimare parametri incogniti sulla base di osservazioni incerte». È su questi meccanismi involontari e quotidiani che si basa il progetto che Denise Bolognani potrà portare avanti all’Università di Princeton, New Jersey, USA.

La cerimonia di premiazione avrà luogo a Trento lunedì 20 giugno alle ore 18 nella sede della Fondazione Bruno Kessler a Trento (via Santa Croce).

Il premio è stato istituito orami oltre dieci anni fa per iniziativa del Comitato Amici di Claudio Demattè, in collaborazione con Università degli Studi di Trento e Fondazione Trentino Università. Il premio cerca di valorizzare imprenditorialità, coesione sociale e sostenibilità, energie rinnovabili e internazionalizzazione dei progetti di studio di giovani promesse della ricerca in ogni ambito disciplinare. Il riconoscimento, del valore massimo di 25mila euro, è riservato a laureandi, laureati o dottorandi di qualsiasi area disciplinare dell’Università di Trento e a laureandi, laureati o dottorandi di altri atenei italiani o stranieri, purché residenti in Trentino. Il premio, intitolato all’economista scomparso nel 2004, finanzierà un’esperienza di formazione specialistica all’estero. Ad essere presi in considerazione saranno progetti di approfondimento in qualsiasi tematica abbia una declinazione di carattere socioeconomico, manageriale e aziendalistico. Spazio dunque anche a progetti di biologia, sociologia, economia e studi internazionali, che nelle passate edizioni sono risultati vincitori.

Il progetto vincitore: “L’equivalente meccanico dell’inferenza logica” di Denise Bolognani

L’inferenza statistica, seppur involontariamente, è un processo logico molto ricorrente nella vita di tutti i giorni. Lo scopo del progetto è proporre un metodo quantitativo per l’inferenza statistica basato su un’analogia formale tra il mondo della meccanica e quello della logica.

L’obiettivo è quello di creare uno strumento semplice e veloce per convertire schemi meccanici in problemi logici ordinari, come per esempio la creazione di un “portafoglio ideale” nel campo finanziario o la rappresentazione logica dei meccanismi che generano un processo nel mondo della giurisdizione.

La risoluzione di questi schemi meccanici richiederà l’applicazione delle regole base della meccanica e della matematica, divenendo così alla portata anche di tutti coloro che non hanno molta confidenza con le onerose formule della teoria delle probabilità. In particolar modo, l’estensione alle scienze cognitive ci permetterebbe di andare a rappresentare meccanicamente, dandone quindi una traduzione scientifica, tutti quei meccanismi logici che il singolo si trova ad affrontare nel momento in cui compie una scelta razionale. Queste euristiche sono delle “scorciatoie mentali” che le persone mettono in atto in modo inconsapevole. Di conseguenza, sono molto difficili da evitare poiché ci accorgiamo di averle usate solo a posteriori, cioè dopo averle effettivamente applicate ai nostri giudizi. Tradurle nel mondo della meccanica avrebbe sicuramente un riscontro positivo e un grande impatto, portando un grande contributo alla teoria delle decisioni, disciplina molto rilevante in ambito economico e nelle scelte di impresa all’interno del mercato.


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