• Google+
  • Commenta
1 giugno 2016

Manuela Migliaccio studentessa Unibo in una nuova sfida con l’esoscheletro bionico

Manuela Migliaccio
Manuela Migliaccio

Manuela Migliaccio

Unibo: la nuova sfida di Manuela Migliaccio: 15 km con l’esoscheletro bionico ekso.

Manuela studentessa Unibo di Veterinaria, aveva perso l’uso degli arti inferiori a causa di un incidente, ma grazie a un supporto robotizzato ora ha ripreso a camminare, con risultati straordinari.

E il 4 giugno a Rimini tenterà una nuova impresa

Quindici chilometri. È il nuovo obiettivo di Manuela Migliaccio, la ragazza paraplegica che è tornata a camminare grazie al supporto di un esoscheletro robotizzato. Studentessa alla Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria dell’Università di Bologna, nel 2009 Manuela perse l’uso degli arti inferiori a causa di un incidente, ma dal 2012, grazie al supporto tecnologico dell’esoscheletro Ekso e all’attività riabilitativa, ha ripreso a mettere un piede davanti all’altro. Con risultati straordinari.

Prima cinque chilometri, poi sei, poi, nell’ottobre del 2013, con 10.549 metri percorsi in 5 ore, 11 minuti e 7 secondi, la studentessa dell’Università di Bologna originaria di Napoli ha conquistato il primato mondiale, battendo il precedente record stabilito dall’israeliano Radi Kaiuf. Ora la nuova sfida è quella dei quindici chilometri: Manuela ci proverà il prossimo 4 giugno a Rimini, in occasione della manifestazione Rimini Wellness.

La nuova sfida di Manuela Migliaccio, studentessa dell’Università di Bologna

Un’avventura, quella di Manuela Migliaccio, che è partita dal Centro di Riabilitazione Villa Beretta presso l’Ospedale Valduce di Costa Masnaga e che porta ora anche ad una collaborazione tra la struttura ospedaliera lombarda e i Dipartimenti di Scienze Biomediche e Neuromotorie e di Scienze per la Qualità della Vita dell’Università di Bologna: l’obiettivo è realizzare uno studio pilota sulle caratteristiche dell’impegno neuromotorio durante la deambulazione assistita dall’esoscheletro Ekso.

Ekso è un esoscheletro robotizzato applicato all’apparato locomotore che consente la deambulazione a persone che a seguito di una lesione midollare hanno perso l’uso degli arti inferiori, grazie ad una serie di motori indipendenti che governano i movimenti delle anche e delle ginocchia, sotto il controllo di un sistema computerizzato indossato come uno zaino. Un sensore che percepisce i movimenti del tronco e i relativi spostamenti di baricentro, permette a chi lo indossa di controllare l’azione e determinare l’esecuzione di un passo di lunghezza costante.

Per prepararsi alla sfida di Rimini, Manuela si è allenata al Centro Universitario Sportivo Record di Bologna, affiancata da un dottorando e da alcuni studenti dei corsi di studio di Scienze motorie dell’Alma Mater, per poi completare la preparazione con l’esoscheletro al Centro Riabilitativo di Villa Beretta. La prova è stata organizzata con l’aiuto di Uni.Rimini, il sostegno del Comune di Rimini e il patrocinio di Rimini Wellness.


© Riproduzione Riservata