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4 agosto 2016

Tempesta magnetica: cos’è, conseguenze colpo di coda del sole, cosa fare

Immagine tempesta magnetica
Immagine tempesta magnetica

Immagine tempesta magnetica

Tempesta magnetica in arrivo: colpo di coda del sole. Di cosa si tratta e dove vederla. Tutto quello che c’è da sapere sull’imminente tempesta solare.

Annunciata per il primo di agosto, la tempesta causata dell’eruzione solare si è fatta attendere. La nube di particelle emessa dal Sole ha colpito nella mattinata di ieri 3 agosto il campo magnetico terrestre. Tuttavia, la raffica di vento solare non ha colpito la Terra se non nella serata. Si è verificata, eccezionalmente, quindi, un’altra tempesta. Ma cos’è una tempesta magnetica? E’ un fenomeno conseguenza di un’atipica eruzione solare, detta brillamento. Il Sole rilascia delle particelle che generano un forte vento solare che va ad impattare con il campo magnetico terrestre. L’Agenzia statunitense per l’atmosfera e gli oceani (Noaa) stima il 55% di probabilità di una seconda più forte tempesta solare.

Come spiega Masserotti dell’Istituto nazionale di Astrofisica di Trieste, il Sole sta entrando in un periodo di quiete. Questo ciclo che si ripete ogni 11 anni ha dato vita agli ultimi colpi di cosa del Sole. Attivandosi improvvisamente, la nostra stella più grande ha rilasciato una nube di particelle che si è spostata verso la Terra.  Lo stesso Masserotti ritiene che la nube possa essere conseguenza di un rilascio di energia o di una protuberanza eruttiva. Quest’ultima può essere assimilata ad un tubo di flusso magnetico che evolve dando vita ad un’eruzione.

Tempesta magnetica agosto 2016: tutto quello che c’è da sapere sull’eruzione solare

Inizialmente prevista per martedì, la tempesta farà la sua comparsa sulla Terra con 18 ore di ritardo. La raffica di vento solare che colpirà il nostro pianeta a breve, secondo l’esperto, è collegata ad un buco coronale. In questa regione i campi magnetici solari sono aperti verso lo spazio e danno un’accelerazione alla velocità del vento solare. Secondo il fisico, se tale nube fosse stata rilasciata durante una normale attività solare la tempesta sarebbe stata più intensa. Tuttavia, anche in prossimità del minimo solare si possono verificare tempeste geomagnetiche. Questo perché anche nella fase di declino ci possono essere fenomeni eruttivi.

La singolarità questa volta è stata il verificarsi di due tempeste magnetiche a breve distanza.  Un fenomeno simile era stato osservato nel caso della tempesta solare 2012. In quel caso come racconta Masserotti tre bolle di plasma furono scagliate nello spazio dal Sole. Le bolle si acceleravano l’un l’altra raggiungendo i 2000 km al secondo. Non colpirono, fortunatamente, la Terra.

Questa seconda tempesta magnetica oggi, secondo gli esperti, dovrebbe indebolirsi nelle 12 ore successive. Le due tempeste hanno avuto però una origine diversa. La prima è stata causata da una eruzione solare che ha generato la nube di particelle. La tempesta della serata è stata causata invece da un raffica veloce di vento solare. La raffica è stata più veloce di quelle normalmente emesse dal sole perché accelerata da un buco coronale. Quest’ultimo è un’area della corona del sole più fredda e che appare visibilmente più scura.

Conseguenze della tempesta magnetica alle aurore e comunicazioni

La tanto attesa tempesta solare ha colpito il campo magnetico terrestre, provocando spettacolari aurore nei cieli polari. I cieli dell’Antartide, infatti, si sono colorati di luci inaspettate, lasciando tutti a bocca aperta e con il naso all’insù. Ma aurore mozzafiato sono state osservate dall’Estonia, alla Svezia fino alla Danimarca ed in alcune zone a nord della Germania

Le emissioni di particelle provocate dalla tempesta magnetica possono causare anche disturbi ai sistemi di comunicazione. Questi infatti usano la ionosfera per inviare i segnali a lunga distanza. Satelliti, radar, frequenze tv e radio possono quindi essere compromesse durante una tempesta solare.

In tal caso, però la bassa intensità delle due tempeste verificatesi, di classe G1, non ha creato danni rilevanti. Si sono solo registrati disturbi nelle comunicazioni radio, come era stato previsto inizialmente dagli esperti.

Tra il 2019 ed il 2020 il Sole entrerà di nuovo nel suo periodo minimo di attività. Ci aspettano, quindi, altri fenomeni interessanti da osservare. Queste attività si ripetono ciclicamente e gli esperti monitorano costantemente la situazione perchè non si verifichino conseguenze particolari per la Terra.


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