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21 settembre 2016

Fertility Day ed infertilità femminile e maschile: il punto di Raffaele Petta

Fertility Day
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Il 22 settembre si terrà il Fertility Day, la campagna sull’infertilità maschile e femminile: ecco cosa ne pensa il Professore e Ginecologo Raffaele Petta, specialista in Ostetricia e Ginecologia di fama nazionale.

Com’è noto, il 22 settembre 2016 si terrà la prima giornata nazionale dedicata alla fertilità. Roma, Padova, Bologna e Catania saranno le quattro città capofila in cui verranno allestite apposite tavole rotonde.

Ma cos’è il Fertility Day del 22 settembre? L’iniziativa è stata promossa dal Ministero della Salute con beneplacito del Governo. Il Consiglio dei Ministri l’ha approvata il 28 luglio scorso, ritenendola fulcro nevralgico del Piano Nazionale della Fertilità.

L’evento, infatti, è nato per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della prevenzione dell’infertilità femminile e maschile e della salute riproduttiva.

Anche se è poi salito agli onori della cronaca per ben altre ragioni. Gli slogan e le immagini del Fertlity Day che incitavano ad una corsa contro il tempo a favore della procreazione, non sono piaciuti alle tante coppie che, per cause molteplici, hanno problemi di fertilità. Acredini per il malgoverno, e per un sistema occupazionale che stenta a decollare hanno poi alimentato le critiche rivolte alla campagna promozionale.

Una delle principali cause dell’infertilità maschile e femminile sembra essere proprio l’età avanzata. Rispetto al passato si fanno figli molto più tardi, come ci ricordano le cartoline del Fertility Day 2016. I tempi sono cambiati, e la libertà individuale ha raggiunto l’acme in ogni sua declinazione. Tutti ambiscono a migliorare la propria esistenza, a divertirsi e ad affermarsi professionalmente. E poi tutti, donne e uomini, hanno il sacrosanto diritto di scegliere liberamente, e senza costrizioni, se e quando avere figli. Ma è pur vero che il tempo passa. E che, forse, al di là delle nuove necessità esistenziali, le chance di diventare genitori s’assottigliano col tempo. Lo afferma la scienza. Non è un’opinione. E, purtroppo, le statistiche sembrano confermarlo.

Fertility Day, 22 settembre 2016: dalla campagna del ministero alle risposte sull’infertilità

Per Eurostat, l’Italia è la nazione europea con il più basso tasso di natalità (pari ad 1,37). Un paese in cui l’età media delle neomamme oscilla tra i 30 e i 31 anni, contro una media europea di 28,8. Un dato sconcertante, ovviamente. Ma non di certo imprevedibile o disatteso. Basti pensare al contesto socio-economico in cui le giovani coppie italiane hanno vissuto negli ultimi anni.

La disoccupazione, il precariato e la sfiducia verso il futuro non sono degli incentivi a far figli. Come pure l’assenza di specifici sussidi per le classi precarie che garantiscano un aiuto da parte del Governo.

Quello della infertilità femminile e maschile è un tema evidentemente molto delicato. Ed è anche per questo che la campagna per il Fertility Day lanciata dal Ministero della Salute ha suscitato tanto clamore. Il fine non può sempre giustificare i mezzi.

Stando alle informazioni divulgate sul sito del Ministero della Salute, l’obiettivo è prevenire la diminuzione delle nascite. La campagna funge da faro per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’infertilità femminile e maschile e della salute riproduttiva.

L’iniziativa, che si terrà il prossimo 22 settembre, farà da cartina al tornasole per evidenziare tutte le attuali forme di sostegno alla fertilità. Dalle terapie mediche e chirurgiche anti-sterilità alla prevenzione anticancro. Fino a scalfire i principali fattori di rischio correlati alla gravidanza ed alla infertilità femminile. A cominciare dal connubio tra “età e fertilità”. Un rapporto che divide l’opinione pubblica, e inquieta le donne. Sì, perché la scienza sostiene che nella donna, l’età giochi un ruolo fondamentale in termini di capacità riproduttive. E che la c.d. finestra fertile raggiunga il suo acme tra i 20 e i 30 anni.

Il punti di Raffaele Petta su Fertility Day: infertilità maschile e femminile

Prof. Raffaele Petta su infertilità femminile e maschile e Fertility Day

Prof. Raffaele Petta

Esiste un legame tra età e infertilità femminile e maschile? Lo abbiamo chiesto al Professor Raffaele Petta, specialista in Ostetricia e Ginecologia e Chirurgia Oncologica di fama nazionale.

È vero, che la fertilità della donna risulta massima tra i 20 e i 30 anni?

Uno dei fattori di rischio è l’età materna e senza dubbio la fertilità massima di una donna è tra i 20 ed i trenta anni”.

L’incremento dell’età materna, può essere la causa di una minore probabilità di portare a termine una gravidanza, e provocare, un aumento del rischio di infertilità femminile?

Diverse motivazioni (volontà ed a volte necessità delle donne di realizzarsi professionalmente, difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro, difficoltà di ordine economico) hanno spostato in avanti, oltre i 30 anni, negli anni, rispetto a qualche decennio fa, l’età per intraprendere una prima gravidanza.

Ovviamente questo comporta una difficoltà di concepimento che è direttamente proporzionato alla età materna; inoltre sono più frequenti alcune patologie legate alla età come diabete, ipertensione, cardiopatie etc. che complicano la gravidanza. Per questo motivo sono sempre di più le coppie sterili che si rivolgono a Centri di Procreazione Medica Assistita” spiega lo specialista salernitano.

Professor Petta, che idea si è fatto in merito al Fertility Day ed alla campagna promozionale del Ministero della Salute?

Il Fertility Day è sicuramente una iniziativa che fa emerger questo enorme sommerso che è il problema della sterilità e della denatalità in Italia. Si pensi che il tasso di fertilità in Italia nel 2014 è del 1,37 %, il più basso in Europa. Affrontare questi problemi il prossimo 22 settembre in quattro piazze Italiane è sicuramente buttare un sasso nello stagno e sollevare la discussione su un tema così delicato” conclude il Professor Petta.

Antonio Migliorino


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