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7 ottobre 2016

Riforma Costituzionale 2016: gli studenti votano NO, salviamo scuola e università

Studenti contro la riforma costituzionale 2016
Studenti contro la riforma costituzionale 2016

Studenti contro la riforma costituzionale 2016

Continua la polemica tra il SI e No sulla riforma costituzionale proposta dal Governo Renzi. 

Questa volta a farsi sentire sono gli studenti che si schierano per il NO riforma per tutelare la scuola e l’università, dicono.

Le dichiarazioni di Link Lecce dell’Unione degli Studenti contro il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.

Al via l’autunno studentesco: 1000 studenti in piazza contro la riforma costituzionale 2016 e lo smantellamento di scuola e università.

Oltre 1000 studenti leccesi sono scesi in piazza per la democrazia ed i diritti, per un’università accessibile a tutti, per il NO al referendum costituzionale. Si vota no al referendum costituzionale contro le deleghe su “La Buona Scuola” e per un nuovo statuto dei diritti delle studentesse e degli studenti.

“Con lo slogan “non per noi ma per tutti” oggi anche gli studenti universitari sono scesi in piazza per il diritto allo studio e la democrazia” – dichiara Pantaleo Sergio, Coordinatore di Link Lecce – Coordinamento Universitario – “

Studenti contro la riforma costituzionale 2016 del Governo Renzi per salvare scuola e Università

“Perchè crediamo che garantire l’accesso universale alla formazione universitaria significhi riaprire spazi di democrazia nel nostro Paese, contro la continua esclusione sociale e politica alla quale negli anni siamo stati relegati. Viviamo in un paese dove solo il 7% degli studenti accede alla borsa di studio contro il 25% europeo; un paese che in pochi anni ha perso 66000 studenti con un vero e proprio esodo dal sud verso gli atenei del nord. Tra le rivendicazioni portate in piazza vi è la necessita di finanziamenti regionali certi adeguati e rapidi che garantiscano una borsa di studio a tutti i 15000 studenti idonei in puglia”

“Chi ha di più, decide di più. E’ sempre stato così nel nostro Paese” – dichiara Alessandrò Personè dell’Unione degli Studenti –

Per questo oggi siamo in piazza per affermare che vogliamo tornare a decidere tanto nelle politiche che riguardano l’istruzione, portate avanti dal Governo per deleghe in bianco, tanto nella visione di Paese che si porta avanti. Diciamo NO alla referendum costituzionale che permetterebbe al Governo di cambiare con ancor più facilità le nostre scuole, devastare ancor più velocemente i nostri territori, rendere ancora più precarie le nostre vite”.

“Non siamo troll, come dice Renzi, ma studenti con coscienza critica ed una precisa idea di cambiamento – dentro e fuori dalle scuole – opposta agli interessi dei soliti noti che il Governo promuove. Vogliamo un nuovo statuto delle studentesse e degli studenti, una scuola che non insegni lo sfruttamento fin dai banchi ed un Paese che non strumentalizzi i nostri sogni di futuro per gli spot elettorali, ma li promuova davvero.”

Studenti arrabbiati contro la riforma costituzionale votano NO

La pioggia non ha fermato la rabbia degli studenti che hanno denunciato a gran voce tutti i problemi strutturali presenti nella nostra provincia riguardo i trasporti e l’edilizia.

Proprio oggi causa della pioggia, non solo numerose tratte sono state soppresse, ma numerose strutture universitarie del campus ecotekne si sono allagate e il soffitto del Polo oncologico nell’ospedale è addirittura crollato il soffitto.

Il corteo ha ricordato, lungo le strade di Lecce, la morte del giovane Cucchi, che secondo l’ultima analisi dei periti “pare” sia morto per un attacco di epilessia.

“Siamo stanchi di subire i soprusi di chi chiama la repressione, “democrazia”. Stefano è morto per mano di uno stato che non comprende la rabbia dei cittadini e risponde con la violenza e la repressione.” – dicono gli studenti in protesta contro la riforma costituzionale –

La manifestazione di oggi non è che il primo passo, torneremo in piazza il 29 ottobre per l’inizio della campagna elettorale ed attraverseremo le strade ed i quartieri nelle prossime settimane per un NO popolare e diffuso.


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