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23 novembre 2016

Sondaggi Referendum Costituzionale 4 dicembre 2016: chi vince ad oggi

Sondaggi Referendum Costituzionale 4 dicembre 2016
Sondaggi Referendum Costituzionale 4 dicembre 2016

Sondaggi Referendum Costituzionale 4 dicembre 2016

Sondaggi Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016: tutte le informazioni sui sondaggi e le percentuali del si e del no.

Tra 10 giorni circa ci sarà la consultazione elettorale che vedrà alle urne gli italiani.

All’attenzione dei votanti il ddl Boschi, meglio conosciuto come riforma costituzionale.

Attraverso lo strumento del referendum i cittadini si troveranno davanti ad un’alternativa secca: barrare la casella del Si o del No.

Si dovrà in sostanza scegliere se modificare la composizione del Senato, portando i senatori a 100 e delegati dalle Regione.

I nuovi senatori non percepiranno una indennità aggiuntiva ma solo quella relativa alla carica consiliare regionale.

Verrà di conseguenza modificato l’iter legislativo abolendo il bicameralismo perfetto. Il Senato potrà proporre solo delle modifiche alle proposte di legge, ma la votazione finale spetterà solo alla Camera dei Deputati. Un altro punto della riforma è l’abolizione del Cnel.

E’ partito, dunque, il conto alla rovescia e sono stati pubblicati gli ultimi  sondaggi referendum costituzionale.  A partire dal 19 novembre, infatti, non è più possibile pubblicare le rilevazioni. In questi giorni gli analisti si sono dedicati allo studio dei dati raccolti in questi mesi. Lo scopo è di comprendere quale fronte sia in vantaggio e cercare di prevedere l’esito della consultazione.

Tuttavia, sono molte le variabili in campo. La propaganda dei vari partiti può ancora convincere gli indecisi, secondo i sondaggi referendum costituzionale.

Il quesito che si troveranno davanti sarà il seguente. “Approvate il testo della legge costituzionale concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?”.

Sondaggi referendum costituzionale, avanti il No: l’incognita degli indecisi e degli italiani all’estero

Gli ultimi sondaggi mostrano il vantaggio del No su coloro che voteranno Si. La massiccia propaganda di questi ultimi mesi fatta dal M5s, da Forza Italia e da Salvini sembra stia influenzando le scelte degli italiani. Tutto è ancora da decidere però. Perchè se è vero che il No è al 54% delle scelte secondo le rilevazioni, il caso Trump degli Stati Uniti ci ha insegnato  a diffidare dei sondaggi. O meglio che non sempre i sondaggi sono lo specchio di quel che poi accadrà alle urne. C’è un margine abbastanza ampio di errore. Ad incidere sarà anche la circostanza che non tutti gli intervistati sono sinceri sulle loro preferenze.

Per cui il 46% di elettori che secondo i sondaggi referendum costituzionale voterebbe potrebbe ampliarsi. Sembra che a far pendere l’ago della bilancia a favore dell’una o dell’altra scelta sia il 14,2 % di indecisi ed il voto degli italiani all’estero.

C’è stato un momento in cui però il Si aveva centrato il sorpasso.  A fine ottobre quando Renzi espose le novità delle Legge di stabilità il Si risultava in vantaggio. L’abolizione di Equitalia aveva impressionato favorevolmente gli elettori. Poi, però l’entusiasmo è scemato di pari passo con la consapevolezza che non si trattava di una vera e propria soppressione. Il fronte del No così ha ripreso quota.

Dalle analisi dei dati sembra che il No prevalga al Sud e nella fascia degli Under 50. Questo spiega perchè in questi ultimi giorni di campagna elettorale gli esponenti delle varie forze politiche si stiano concentrando soprattutto nelle regioni meridionali. Renzi da un lato promette sgravi fiscali alle aziende del sud per l’occupazione dei giovani tra i 18 e 24 anni. Mentre dall’altro si è intensificata la presenza delle opposizioni per contrastare una risalita del si.

Sondaggi referendum costituzionale, cosa accade se vince il No

A dieci giorni dalla consultazione referendaria si accrescono le fila dello schieramento a favore della bocciatura del ddl Boschi. Il fronte del No è agguerrito e non lesina critiche ai passaggi della riforma che ritiene inadatta e poco incisiva.

Al contrario i fautori del Si illustrano i vantaggi di una riforma che diminuisce il numero di senatori ed introduce un meccanismo legislativo molto più fluido e veloce. Ma nonostante i sondaggi referendum costituzionale, non è ancora detta l’ultima parola.

La connotazione politica del referendum è marcata. Pertanto, è divenuto anche un referendum pro o contro il governo. Al di là della riforma gli elettori sanno che un voto contro probabilmente potrebbe significare la fine del governo Renzi. Quest’aspetto rimarcato in più occasioni dallo stesso premier, è ancor di più una motivazione forte per i partiti di opposizione. I politici avversi, infatti, intravedono in una eventuale bocciatura della riforma la possibilità di licenziare l’attuale governo e di tornare alle urne.

Secondo gli analisti, infatti, in caso di vittoria del no il 55% degli italiani vorrebbe che Matteo Renzi si dimettesse dalla carica di premier. Si darebbe così il via quindi ad una consultazione elettorale che porterebbe alla nascita di un nuovo governo.


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