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20 dicembre 2005

Dead man walkin’: ucciso Stanley “Tookie” Williams

La notte del 13/12/2005 (h 24,35 ora locale), Stanley “Tookie” Williams, un afroamericano di 51 anni, è stato ucciso, con un’iniezione letale, nel carLa notte del 13/12/2005 (h 24,35 ora locale), Stanley “Tookie” Williams, un afroamericano di 51 anni, è stato ucciso, con un’iniezione letale, nel carcere californiano di San Quentin (California); era stato condannato a morte nel 1981, riconosciuto colpevole dell’omicidio di 4 persone, 2 anni prima, a Los Angeles.
Il curriculum vitae di Mister Stanley Williams non era certo quello che un genitore potrebbe desiderare per i propri figli: nei primi anni ’70, Williams aveva fondato i Crips, una banda criminale tra le più note di Los Angeles, dedicandosi deliberatamente a furti e violenze di ogni genere e tipo.
Tuttavia, se è vero (come dovrebbe essere…) che ad ogni uomo, anche al peggiore dei delinquenti, deve essere sempre acconsentito il poter riconoscere sinceramente di avere sbagliato e di redimersi, scontando ovviamente per tutti i crimini commessi a danno dei propri simili; ebbene questo non è stato concesso a “Tookie”, così soprannominato dal “Tookie Protocol For Peace”, documento con cui si cercò di porre fine alle acerrime ostilità tra due gang rivali, i Bloods ed i Crips.
Eppure durante la lunga permanenza nel cosiddetto “braccio della morte” (25 lunghi anni…), Williams aveva non solo ripudiato il suo passato criminale; ma addirittura sposato uno stile di vita radicalmente opposto.
Si è convertito definitivamente alla non violenza; ha scritto libri per bambini (è stato più volte candidato al premio Nobel per la Letteratura, oltre che per la Pace); era diventato una figura importante, oltre che un simbolo di speranza, per quella gioventù di strada, alla quale era a suo tempo appartenuto, e che cercava di riscattare, con il suo esempio, ostentando uno spirito del tutto nuovo, oltre che ad un comportamento davvero encomiabile.
Ma tutto ciò non è valso a salvargli la vita: ancora una volta la sete di vendetta ha avuto la meglio sul perdono.
Ancora una volta il popolo Americano (ma potrei dire tranquillamente, il genere umano) ha perduto irrimediabilmente l’occasione di dimostrare che siamo davvero “superiori” agli altri animali.
Ho letto delle grandi preoccupazioni delle autorità di Los Angeles e dintorni, che si aspettavano reazioni imprevedibili, quanto funeste, da parte della gang di cui Williams era stato il “mentore”… ma, a dispetto dei media assetati di tragedie, non è successo alcunché di rilevante.
La barbarie, la violenza, la morte non si è consumata per le strade malfamate di L.A. bensì tra le mura carcerarie, al cospetto della legge e dello stato.
Per 22 minuti il boia ha scavato nel braccio del “dead man” (come è usanza, in America, chiamare, chi va verso il patibolo), che lo ha assecondato, visibilmente preoccupato; ma inerme, come un bambino a cui si sta facendo l’antitetanica.
Poi, trovata finalmente la vena, il macabro rituale dell’iniezione letale ha avuto luogo, lasciando un altro uomo senza più parole.
Non so dire se Stanley “Tookie” Williams si fosse veramente pentito dei crimini di cui si era macchiato; ma so di certo che il governatore della California, quell’omone muscoloso, le cui gesta esagerate andavamo a vedere, nei cinema all’aperto, in estate, fino a qualche lustro fa, non si è pentito certo di avere ucciso un uomo, per nulla peggiore di lui.

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