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29 dicembre 2005

Furono i pidocchi a sconfiggere Napoleone in Russia

Più che la reazione dell’esercito russo e il “Generale Inverno”, furono il tifo esantematico e la “febbre da trincea” a far sì che dei 500 mila soldatPiù che la reazione dell’esercito russo e il “Generale Inverno”, furono il tifo esantematico e la “febbre da trincea” a far sì che dei 500 mila soldati delle truppe francesi riuscirono a tornare a casa solo in tremila. A sconfiggere l’esercito di Napoleone Bonaparte in Russia furono i pidocchi. A sostenerlo è uno studio del Journal of Infectious Deseases, pubblicato on line, che afferma di aver identificato la causa delle morie di tifo e di “febbre da trincea” che decimarono le truppe francesi in Russia.
Napoleone si mise in marcia verso la Russia nell’estate del 1812 con mezzo milione di soldati. Tuttavia, stremati da freddo e malattie, quell’inverno furono solo 25 mila ad arrivare a Vilnius, in Lituania, e ancor meno, soltanto 3 mila, a resistere fino alla disfatta. I cadaveri dei soldati vennero seppelliti in fosse comuni e proprio in una di queste fosse, nel 2002, dei lavori di costruzioni in un cantiere portarono per coincidenza alla luce circa un migliaio di corpi di soldati al seguito di Napoleone.
Grazie al rinvenimento fortuito dei cadaveri, il gruppo di ricerca di Didier Raoult, dell’Università de la Mediterranee di Marsiglia, ha studiato i resti umani delle vittime di guerra, analizzando vestiti, ossa e soprattutto la polpa dentale estratta da 72 denti di 35 diversi soldati. Proprio dalla polpa dentale, gli scienziati hanno estratto il Dna di due batteri, la Bartonella quintana e la Rickettsia prowazakii, all’origine di tifo esantematico e “febbre da trincea”, malattia che uccise molti soldati anche durante la Prima Guerra Mondiale e di recente segnalata anche in gruppi di senzatetto di alcune aree urbane.
Una volta identificati i batteri patogeni col Dna, gli scienziati hanno indicato la specie vettore del batterio: un pidocchio che, dalle analisi effettuate, sembra aver colpito almeno il 29% dei soldati seppelliti.
Quando nell’aprile del 2002 gli scheletri dei soldati vennero alla luce a Vilnius, i ricercatori francesi affermarono che quel rinvenimento rivelava ”il più grande carnaio di soldati napoleonici scoperto in Europa”.
Si trattava di corpi sepolti congelati in posizione rannicchiata e ammassati sul fondo di una trincea scavata dalla Grande Armata francese, tanto da far ritenere che fosse stato il freddo, il “Generale Inverno”, a decimare le truppe. In un primo tempo si pensò che si trattasse di vittime delle purghe staliniane, ma i bottoni e qualche lembo di giacca fugarono ogni dubbio sul fatto che i cadaveri appartenessero alle truppe napoleoniche.
Secondo gli storici, nel 1812 furono bruciati a Vilnius almeno 40 mila cadaveri di soldati, molti dei quali, come si è ora accertato, morti a causa di infestazioni di pidocchi

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