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21 dicembre 2005

Tra un successo e un altro, lo sci italiano cerca sponsor

In queste ultime settimane gli sciatori azzurri ci stanno regalando molte soddisfazioni, soprattutto in vista delle imminenti olimpiadi invernali.In queste ultime settimane gli sciatori azzurri ci stanno regalando molte soddisfazioni, soprattutto in vista delle imminenti olimpiadi invernali.
Prima la vittoria di Elena Franchini in discesa libera a Louise per la Coppa del Mondo, poi due successi a ripetizione in slalom speciale di Giorgio Rocca a Beaver Creek e a Madonna di Campiglio, infine è arrivata la recente doppietta il Alta Badia con Max Blardone e Davide Simoncelli.
Il problema però, a poco più di cento giorni dalle olimpiadi invernali, è che alcuni tra i nostri migliori atleti – da sottolineare che sono tra i favoriti in alcune specialità – sono senza uno sponsor personale che li sostenga.
Infatti Giorgio Rocca gareggia con un logo di una ONLUS sul casco, o a volte con l’indirizzo web del suo sito; mentre Max Blardone girava fino a poco tempo fa con la scritta “For rent” – affittasi – quasi ironicamente per schernire tutte le polemiche sulla questione, ma anche lui da poco ha inserito sul proprio casco un logo di una ONLUS che lavora per i bambini africani.
Situazione comunque che in vista delle Olimpiadi e dei risultai fin ora ottenuti, dovrebbe cambiare al più presto, ma per un’atleta di livello mondiale che si appresta ad affrontare le Olimpiadi in casa propria, ritrovarsi a due mesi dall’inizio della competizione senza un finanziamento all’altezza, è davvero un boccone amaro da ingoiare.
Questo fa sorgere numerosi quesiti: in Italia si punta solamente a finanziare sport come il calcio? O magari le aziende italiane non sono in grado di affrontare una campagna pubblicitaria di portata internazionale? O forse gli atleti dello sci hanno esagerato con le richieste?
Fatto sta che la situazione non è rosea, e non giova di sicuro allo sci, sport che da sempre ci ha regalato moltissime soddisfazioni.

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