• Google+
  • Commenta
21 febbraio 2006

“Copia e incolla”… a regola d’arte

Amata e odiata al tempo stesso, il”’copia e incolla” è l’operazione che più amplifica l’aspetto collaborativo della rete. La quantità di informazioni Amata e odiata al tempo stesso, il”’copia e incolla” è l’operazione che più amplifica l’aspetto collaborativo della rete. La quantità di informazioni e documenti, unito alla velocità di fruizione e alla reperibilità degli stessi, impaurisce non solo i professori delle scuole medie inferiori e superiori. Negli ultimi tempi un nutrito coro di critiche ha scosso la comunità dei web-surfer, criticando aspramente la qualità dell’informazione di alcuni siti, blog e (presunti) servizi di news. La rete, infatti, è un canale comunicativo di infinita portata ed è praticamente impossibile controllarlo, proprio perchè alimentato dalle “unità informative” che ognuno di noi, ogni minuto, lascia nel cyberspazio. Nell’universo virtuale, dove tutti hanno accesso e diritto di pubblicazione, è facile che l’informazione, svincolata dalle sedi tradizionali come i giornali o le riviste specializzate – in definitiva: dai giornalisti –, passi direttamente in mano alle persone. A qualsiasi persona. Wikipedia ne è l’esempio lampante, ma considerate anche i blog, o i content-server attraverso i quali gli utenti possono scambiare, modificare o eliminare dati. L’affidabilità, dunque, è messa a repentaglio e il “copia e incolla” rischia di produrre solo cartastraccia. Informazioni incomplete, corrotte o totalmente costruite, finiscono per trovarsi all’interno di giornali, riviste, tesine universitarie. Il demone dell’errore o dell’incongruenza si annida spesso dietro quel rapido gesto! E’ chiaro, dunque, che l’accurata ricerca dei nodi, la verifica delle fonti e l’analisi della documentazione on-line diviene un compito necessario e complesso, ma che i web-surfer più attenti sono pronti a sobbarcarsi. Ma quando ricerca, verifica e analisi sono fatte a regola d’arte il risultato è sempre negativo? Niente affatto, sostiene Umberto Eco, che recentemente ha espresso alcune critiche all’informazione incontrollata di cui il web è colmo (specialmente allo stesso Wikipedia). Note di merito sono state rivolte, dal semiologo, a coloro che riescono, nel marasma generale, a operare buone ricerche e altrettanto curati collegamenti logici nello sviluppo di una produzione, anche se fatta col “copia e incolla”. In fondo anche questo è studiare. E se fatto bene potrebbe dare risultati anche migliori, perchè sfrutta uno dei beni più importanti di cui l’essere umano dispone: il world wide web.

Google+
© Riproduzione Riservata