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24 febbraio 2006

La comunicazione parlata

Si è aperto il 23 febbraio e si concluderà il 25 a Napoli, il convegno internazionale “La comunicazione parlata”, organizzato dalla Gscp, gruppo d

Si è aperto il 23 febbraio e si concluderà il 25 a Napoli, il convegno internazionale “La comunicazione parlata”, organizzato dalla Gscp, gruppo di studio che fa parte della Società di linguistica italiana. Questo evento si propone di cercare di comprendere le più recenti evoluzioni della nostra lingua, sopratutto attraverso analisi comparative effettuate con il passato. Non si considera solo il linguaggio parlato, quello di strada, quello della gente, ma anche quello dei mezzi di comunicazione, che, effettivamente, ricalca quello quotidiano, prendendone le novità più salienti e diffuse.
Con particolari studi ha partecipato l’università di Napoli “L’Orientale”: qui è stato costituito un gruppo di studio sul linguaggio televisivo, in particolare su quello dei telegiornali. Le notizie di vecchie edizioni dei tg sono state trascritte e messe nelle mani di giornalisti televisivi attuali, che le hanno così dovute leggere come avrebbero fatto in tv. Bene, è venuto fuori, da questo studio, che la velocità di lettura ed il volume della voce sono aumentati, mentre sono diminuite le pause nel parlato.
L’università di Salerno ha invece analizzato i cambiamenti nel linguaggio della fiction paragonandone una moderna, “Un medico in famiglia”, con una del 1968: “La famiglia Benvenuti”.
Attraverso queste analisi è possibile solamente intuire quali siano i grandi cambiamenti che si verificano in una lingua così viva, contaminata dal diffondersi delle nuove tecnologie, e della lingua inglese, ma anche dall’immigrazione, che portando nuove popolazioni a contatto, crea anche nuovi bisogni, sopratutto espressivi. Capirsi e farsi capire rientrano in un processo di integrazione creativa che dà alla lingua una nuova impronta: solo con il tempo se ne potranno valutare bene le caratteristiche.

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