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7 febbraio 2006

La Napoli razzista

Né il nuovo secolo né tantomeno il nuovo millennio hanno potuto eliminare problemi radicati nella storia da sempre, uno su tutti il razzismo.

Né il nuovo secolo né tantomeno il nuovo millennio hanno potuto eliminare problemi radicati nella storia da sempre, uno su tutti il razzismo.
Protagoniste negli ultimi tre mesi la città di Napoli e la sua vasta provincia, spesso vittime di razzismo da parte dei leghisti, ma che ora sembrano aver messo la testa fuori dal sacco. Molteplici tentativi di autodifesa “aggressiva” del popolo napoletano, sono avvenuti nei confronti degli extracomunitari, che ormai popolano ogni angolo della metropoli partenopea e il rispettivo hinterland.
Primo episodio in ordine cronologico, è la rivolta nei Quartieri Spagnoli di molte persone che hanno reagito male al ritrovamento del cadavere di una ragazza polacca. Secondo i residenti, sono mesi che la notte lo schiamazzo in strada è divenuto insopportabile, e i maggiori responsabili a loro avviso sono le centinaia di polacchi, ucraini e magrebini che si ubriacano e che si divertono a spaccar bottiglie contro le finestre dei vicoli, che spesso aggrediscono anche i passanti notturni, e addirittura a volte entrano nei portoni aperti per urinare nelle scale. Quindi, oltre ai mille problemi che già da tempo affliggono i Quartieri Spagnoli, si sono aggiunte le scorribande e le faide interne tra immigrati, che poi nel mese di novembre hanno dato vita all’uccisione di una giovane donna, trovata senza vita proprio sulle scale di un antico palazzo napoletano da una vecchia signora uscita da casa di buon mattino.
Un altro episodio fortunatamente è più leggero e ha anche risvolti simpatici, dovuti al frutto della mente creativa che solo i napoletani hanno. Un venditore di scarpe di piazza Rodinò, in quel di Chiaia, ha esposto un cartello provocatore nella vetrina del suo negozio con scritto: “Qui solo scarpe italiane, tutte in pelle e soprattutto confortevoli…niente plastica e prezzi oltre i 40 euro!”.
Fondamentalmente una pubblicità “fai da te” del rivenditore, che espone accanto al cartello, un articolo di un noto settimanale dove sono evidenziati tutti i pericoli delle scarpe contraffatte, e dove vengono diagnosticate le conseguenze del camminare in scarpe di plastica.
L’ultimo episodio curioso, è capitato a Lettere, un piccolissimo paese dei Monti Lattari, nei pressi di Gragnano e Castellammare di Stabia. Qui un prete ha detto basta ai matrimoni dei suoi fedeli con ragazze provenienti dall’est europeo: “Sento puzza di bruciato” – commenta don Aniello Dello Ioio – “Dietro questi matrimoni c’è qualcosa che non va, probabilmente anche organizzazioni malavitose, è assurdo che tutti i vedovi del paese vogliano improvvisamente convolare a nozze con giovani ragazze ucraine e polacche”. L’ultimo matrimonio che doveva celebrare il parroco aveva dell’incredibile: un arzillo vecchino di 75 anni voleva addirittura sposare una 21enne bionda ucraina. Tra lo sconforto generale, il prete ha rifiutato di celebrare il matrimonio.

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