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23 febbraio 2006

La questione cecena

In Italia, la stampa dedica uno spazio alla situazione in Cecenia solo quando degli avvenimenti eclatanti, con ripercussioni sull’equilibrio dell’EuroIn Italia, la stampa dedica uno spazio alla situazione in Cecenia solo quando degli avvenimenti eclatanti, con ripercussioni sull’equilibrio dell’Europa, catalizzano la sua attenzione. Nei maggiori quotidiani si è parlato per l’ultima volta di questa Repubblica federata della Federazione russa in occasione delle elezioni legislative svoltesi al termine del 2005 (in condizioni la cui legittimità è stata da più parti messa in dubbio); si sa, in termini generali, che un movimento separatista islamico è la causa di attacchi terroristici a danno della popolazione, sia cecena che russa, e che l’attuale presidente russo Putin è impegnato in azioni di “normalizzazione” della situazione attraverso opere di ricostruzione del territorio e tentativi di smantellamento della rete terroristica. Lo stesso Presidente Berlusconi ha rassicurato la popolazione italiana circa le buone intenzioni di Putin, definito “sinceramente democratico” (dal Corriere della Sera del 3 Gennaio 2006).
Di fatto, gli appelli delle Organizzazioni per Diritti Umani affinché si possa stabilire con esattezza in che modo l’esercito russo opera in questa piccola e tormentata porzione della regione caucasica vengono sistematicamente ignorati, in quanto Putin ha stabilito che solo delle commissioni d’inchiesta interne possono stabilirsi nelle zone del conflitto per documentare i fatti. Delle commissioni d’inchiesta internazionali invece, contribuirebbero a gettare una nuova luce sulla questione.
L’ultimo rapporto di Amnesty International risale al 2001, e consiste nella richiesta alla Commissione Europea per i Diritti Umani di condannare inequivocabilmente la posizione del governo russo. Secondo Amnesty, infatti, le disposizioni internazionali sui Diritti Umani sono state ripetutamente violate, conseguentemente alle azioni punitive dell’esercito russo sulla popolazione civile. L’organizzazione Human Right Watch nel 2005 ha stabilito che “la Cecenia continua ad essere l’unica grave crisi in materia di diritti umani in Europa e l’unico luogo nel continente in cui dei civili vengono uccisi e ‘spariscono’ quotidianamente come risultato di un conflitto armato”.
Quanti si ricordano che la Cecenia è stata prostrata da due guerre, entrambe di durata annuale, una iniziata nel 1994 e la seconda nel l999, in seguito ad azioni terroristiche islamiche particolarmente efferate, a cui è seguita una repressione su tutta la popolazione ad opera dell’esercito russo? Basterebbe ricordarsi delle conseguenze, documentate, dell’ultima delle due: la capitale cecena, Grozny, è stata rasa al suolo.

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