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1 febbraio 2006

Raptus depressivo all’autogrill: spende 4000 euro

Ventisette anni, bellezza mediterranea e una distinta carriera di avvocato ben avviata. Frequenta da poco un collega, passa un sereno weekenda Rom

Ventisette anni, bellezza mediterranea e una distinta carriera di avvocato ben avviata. Frequenta da poco un collega, passa un sereno weekenda Roma da lui, e al ritorno la giovane donna si ferma per una sosta rilassante all’autogrill “La Macchia”, immediatamente fuori Roma.
Lei gira per il grande punto ristoro, ordina un caffé, paga, e successivamente inizia a riempire un carrello per la spesa. Poi il secondo, il terzo, via via fino a ben sei carrelli colmi di merce. Il personale inizia a mobilitarsi e a pedinare la cliente, che però si reca normalmente alla cassa.
Il conto da pagare alla cassa è ovviamente incredibile: quattromila euro esatti!
I cassieri avvisano per precauzione la Polizia stradale, che interviene poco dopo, e all’arrivo delle forze dell’ordine, l’avvocatessa scoppia in lacrime confessando la crisi depressiva che l’ha colpita nelle ultime ore e che voleva sfogare con gli acquisti.
Interpellati anche i genitori della donna, che hanno comunicato la frequenza di comportamenti del genere della figlia, che tenta di superare la depressione sperperando tutto il suo stipendio in acquisti spesso futili.
Il tutto è accaduto nel secondo fine settimana di gennaio, e per la cronaca, è da riferire il siparietto che ha concluso la vicenda. La donna, scortata dalla PolStrada all’ospedale per dei controlli, ripeteva continuamente: “La mia roba, volete rubare tutta la mia merce…portatemi in banca che devo pagare, e poi voglio un avvocato…vi denuncio per furto!”

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