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27 febbraio 2006

Religione e identità collettive

La religione è, oggi, uno dei principali fattori intorno a cui si costruiscono le identità collettive.
Di fronte alla crisi delle ideologie politicheLa religione è, oggi, uno dei principali fattori intorno a cui si costruiscono le identità collettive.
Di fronte alla crisi delle ideologie politiche e secolari, la dimensione religiosa si è prepotentemente imposta e, sempre di più è oggetto di appropriazione da parte di movimenti politici che da essa prendono ispirazione. La religione è, in questi contesti, utilizzata come strumento di legittimazione per progetti prettamente secolari. Esempio di violenza religiosa è l’attacco al world trade center nel 2001, è la guerra in Iraq scoppiata nel 2002, è la strage di Madrid nel 2004.
Un tipico abuso rispetto alla dimensione religiosa è il riferimento al jihad inteso come guerra santa.
Da una parte i gruppi terroristici, dall’altra i media occidentali, presentano conflitti secolari, nati esclusivamente per la presa del potere, come guerre a sfondo religioso. In realtà non esiste nessuna guerra santa: quello perpetuato dai terroristi di matrice islamica è un movimento, il jihadismo, che distorce i dettami originari dell’ islam tradizionale, è l’ espressione di gruppi minoritari e totalitari. Il jihad, letteralmente sforzo sul cammino di Dio, nulla ha a che spartire col jihadismo, sua degenerazione politica ed ideologica. Il primo è, tradizionalmente, la missione che nel corso della sua vita ogni musulmano compie per far trionfare la Vera Fede; il secondo riguarda una concezione aggressiva ed attivistica per cui è indispensabile il ricorso alle armi ed alla violenza per espandere il dominio dell’ islam.
Guerre a sfondo politico, dunque, che si nascondono, senza averne né diritto né legittimità, dietro la fede religiosa.

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