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23 Febbraio 2006

Roma: ricercatori italiani e giapponesi si alleano per una corsa contro il tempo

Si è svolta mercoledì 22 febbraio l’inaugurazione per l’apertura del laboratorio congiunto “Italy-Japan Joint Laboratory on Nanostructured Materials
Si è svolta mercoledì 22 febbraio l’inaugurazione per l’apertura del laboratorio congiunto “Italy-Japan Joint Laboratory on Nanostructured Materials for Environment and Energy” (NaMatEE), nato dalla collaborazione tra l’Università di Roma Tor Vergata e l’Università di Tokyo. Si tratta di un Progetto Speciale inserito nel Settimo Programma Esecutivo per la Cooperazione Scientifica e Tecnologica tra Italia e Giappone, e cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri. I responsabili scientifici sono il prof. Masaru Miyayama del “Research Center for Advanced Science and Technology” (RCAST, Università di Tolyo) e il prof. Enrico Traversa del “Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche” (Università di Roma “Tor Vergata”).
“La collaborazione tra i due gruppi di ricerca è cominciata nel 1992 – ha sottolineato il prof. Masaru Miyayama – e si è sviluppata, nel corso degli anni, fino al raggiungimento di questo risultato che oggi celebriamo”. Aldo Amati, Ministro plenipotenziario dell’Ambasciata Italiana in Giappone, nel suo intervento di saluto ha manifestato “l’opportunità di implementare ulteriormente le collaborazioni di ricerca tra il nostro paese e il Giappone sulle importanti tematiche delle nanotecnologie applicate alla produzione di energia a basso impatto ambientale”.
“Per svincolare le nostre economie dal petrolio, il metodo più promettente per produrre energia senza emissioni inquinanti è la ricerca sulle celle a combustibile – ha detto il partner italiano del progetto, il prof. Enrico Traversa – Tale ricerca si concentra sullo studio di nuovi nanomateriali – materiali estremamente piccoli in scala di un miliardesimo di metro – per migliorare le prestazioni delle celle, sia ad elettroliti polimerici che ad ossidi solidi”.Edoardo Magnone, il ricercatore italiano che da più tempo lavora a Tokyo nel laboratorio congiunto, durante l’inaugurazione ha illustrato alcuni dei già numerosi risultati scientifici ottenuti, tra i quali un nuovo metodo di sintesi di nanomateriali, a basso impatto ambientale e basso dispendio energetico. “I criteri fondamentali di crescita del nostro istituto” – ha affermato il direttore del RCAST, prof. Kazuhito Hashimoto – “sono quattro: interdisciplinarietà, mobilità, apertura e vocazione internazionale. Il nuovo laboratorio congiunto li soddisfa tutti”.
Il nuovo laboratorio ha ricevuto gli auguri di molte università, organizzazioni, centri di ricerca e industrie: dall’attuale Presidente del CNR, Fabio Pastella al Presidente della Società Chimica Italiana Francesco De Angelis, da Alexander Tenenbaum, Direttore generale per le strategia e lo sviluppo dell’internazionalizzazione della ricerca scientifica e tecnologica del MIUR al prof. Roberto Schmidt, Presidente della segreteria tecnica scientifica del MIUR.
Il progetto si inserisce all’interno di una filosofia di base che vede nell’approccio interdisciplinare e nel coinvolgimento di “saperi” diversi il metodo pi efficace per risolvere con rigore scientifico problemi globali, quale quello della produzione di energia a basso impatto ambientale.

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