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8 febbraio 2006

Rugby: al via il Sei Nazioni 2006

Sabato 4 febbraio, tocca ad Irlanda – Italia inaugurare il torneo dedicato alle sei compagini rugbystiche più forti d’Europa. Il teatro della battagliSabato 4 febbraio, tocca ad Irlanda – Italia inaugurare il torneo dedicato alle sei compagini rugbystiche più forti d’Europa. Il teatro della battaglia è il “Lansdowne Road”, stadio antichissimo che verrà abbattuto e poi ricostruito a fine stagione. L’Italia è una sorpresa, e sin dai primi minuti mostra molta compattezza nella retroguardia, ma soprattutto un rapido gioco dei tre-quarti, dove si vede la netta influenza del nuovo coach francese Berbizier. Passano in vantaggio gli azzurri con un calcio di Pez, che firma l’iniziale 0-3. Dieci minuti dopo l’Irlanda va in meta con Flannery che sfrutta una rimessa laterale errata degli italiani; poi O’Gara trasforma e siamo sul 7-3. altri cinque minuti e l’Italia sale in cattedra: Pez crea un varco nella difesa locale, s’invola verso la meta e a pochi pass scarica l’ovale per Mirco Bergamasco che si tuffa oltre i 22. Vantaggio azzurro 7-10 quindi, che dura fino a fine primo tempo, dove l’arbitro allontana dal campo Ramiro Pez con una dubbia ammonizione; e così sulla punizione seguente O’Gara pareggia i conti.
Secondo tempo in inferiorità numerica, ma l’Italia è messa meglio in campo e un gran calcio di Griffen riporta i suoi in vantaggio: 10-13. Dopo pochi minuti gli irlandesi sfruttano l’uomo in più, con O’Gara che calcia sull’ala sinistra, dove Bowe afferra il pallone e s’invola in meta. Il mediano locale trasforma e in seguito piazza un’ulteriore calcio, quindi torniamo sotto, 20-13. In una pausa di gioco – al 59’ – i 3500 italiani presenti a Dublino – un record per il rugby nostrano – ci credono vivamente, e incitano gli azzurri in campo cantando l’Inno di Mameli. Detto, fatto. Ci pensa Pez a segnare 3 punti preziosi con un calcio e ritornare a -4 dai padroni di casa. Purtroppo due falli in mischia azzurra, regalano al calciatore irlandese di segnare 6 punti. I calci avvengono al 65’ e al 76’, intervallati da un calcio di Pez che si spegna a lato dei pali, assieme alle speranza azzurre di entrare nella storia.
Dopo pochi minuti, l’attenzione si sposta a sud est, a Londra, dove quasi ottantamila spettatori attendono il calcio d’inizio di Inghilterra – Galles. I primi minuti passano veloci con repentini cambi di fronte, ma sono i padroni di casa ad andare in vantaggio con una meta di Cueto e la trasformazione di Hodgson, che dopo poco piazza un altro calcio in mezzo ai pali, rispondendo ai tre punti di S. Jones. Alla mezz’ora sono ancora i “Bianchi” ad andare in meta, stavolta con Moody, ma i “Dragoni” si rifanno subito sotto con una bella meta trasformata ancora da S. Jones che manda le squadre a riposo sul 15-10. Nei primi dieci minuti del secondo tempo, i due cecchini si sfidano a colpi di “piazzati” ma il mediano inglese ne piazza due contro l’unico calcio del gallese. Al 62’ il crollo fisico del Galles da via libera al massacro: Tindall, Dallaglio, Dawson sono i tre marcatori delle quattro mete che vendicano la sconfitta a Cardiff di dodici mesi fa.
Passiamo a domenica, per la gara conclusiva della giornata che inaugura l’affascinante torneo di rugby continentale, dove la Scozia ospita la Francia, mera favorita per la conquista del trofeo. Contro tutti i pronostici, sono gli “Highlanders” a fare la partita e dopo mezz’ora di gioco la Francia ancora deve entrare nei 22 scozzesi, mentre il punteggio è già sul 13-0, grazie ad una meta di Lamont, alla trasformazione di Paterson, e ad altri due piazzati del calciatore di casa. Solo allo scadere della prima frazione di gioco, è Michalak a mettere i primi tre punti francesi in terra di Scozia. Al 45’ la meta che fa sognare il popolo scozzese: da una touche a tre quarti campo, il pack dei padroni di casa inizia a macinare metri su metri, calpestando i francesi come se fossero cartapesta, e così a mezzo metro dalla meta, Lamont si tuffa per schiacciare nuovamente l’ovale oltre la linea dei cinque punti. Il conseguente calcio di Paterson porta il punteggio sul 20-3. La Francia finalmente si sveglia, ma non bastano le due belle mete messe a segno in meno di venti minuti perché gli errori ai calci di Elissalde risultano fatali per l’aggancio. Termina 20-16 ed è tripudio a Murrayfeld, dove settantamila spettatori hanno assistito all’impresa della Scozia operaia che si è battuta oltre i propri limiti ai danni della squadra più in forma al mondo attualmente

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