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22 febbraio 2006

Salerno chiama Basilicata

Per una sera la sala del Polo Nautico a Salerno ha cambiato faccia, trasformandosi nel salone del gusto dei prodotti tipici lucani. Promotori de

Per una sera la sala del Polo Nautico a Salerno ha cambiato faccia, trasformandosi nel salone del gusto dei prodotti tipici lucani. Promotori dell’iniziativa il noto giornalista enogastronomico salernitano Luciano Pignataro, che immancabilmente ci ha proposto una guida tutta nuova alla scoperta de “Guida completa ai vini della Basilicata”, e il presidente dell’associazione lucana “Giustino Fortunato” di Salerno, Rocco Risolia. Per il presidente Risolia un momento importante e rappresentativo del connubio fraterno che da sempre lega il popolo dei “Basilischi” con gli abitanti della città di Salerno. Da sempre per chi vive in Basilicata un punto di riferimento per quanto concerne gli studi ed il lavoro. Al centro della serata quindi le tipicità alimentari della regione Basilicata proposte da numerose aziende che oltre a mettere in bella mostra i propri prodotti ne hanno anche permesso la degustazione. Ma il vero fiore all’occhiello è stato il vino che in Basilicata vuol dire soprattutto Aglianico. Tra gli esponenti del comparto vitivinicolo lucano alcune delle cantine più importanti. Cantine del Notaio, l’azienda di Gerardo Giuratrabochetti , la quale grazie alla consulenza enologica di Luigi Moio è riuscita a sintetizzare alla grande tutto il suo impegno in un unico prodotto “La firma 2003”, un cinque grappoli. Un Aglianico del Vulture in purezza invecchiato 12 mesi in barrique di colore rosso rubino con un bouquet intenso di frutti rossi in confettura con sfumature di cioccolato fondente, liquirizia e tabacco.
Tra le aziende storiche della Basilicata non poteva di certo mancare Paternoster, indubbiamente la più rappresentativa della regione, per la qualità delle produzioni, che ci ha entusiasmato con il suo “Don Anselmo” 2002, cinque grappoli. Un Aglianico del Vulture al 100% affinato 12 mesi in barrique, che prende il nome dal fondatore delle cantine Paternoster, il migliore dei vini prodotti da Vito Paternoster. Di colore rubino intenso con un ampio spettro olfattivo con toni minerali, un vino di struttura, rotondo e morbido al palato ed un’equilibrata presenza tannica che ne favorisce l’invecchiamento.
Vigne di Mezzo di proprietà della nota cantina irpina Feudi di San Gregorio, di Enzo Ercolino, ci ha proposta “Efesto 2003” frutto della sperimentazione dell’enologo Riccardo Cotarella il quale ha realizzato un prodotto che nel 2005 ha sfiorato i 5 grappoli, ma che comunque si è annoverato tra i migliori vini dell’anno.
Cantine di Venosa con i suoi Aglianici “Carato Venusto”, “Terre di Orazio” e “Il Madrigale di Gesualdo”, rappresenta a pieno la vivacità e le capacità imprenditoriali della regione. L’azienda è infatti la maggiore produttrice di Aglianico della Zona del Vulture.
Nonostante la sua giovane età, appena quattro anni di vita, le neo nata Azienda Agricola Bisceglia ha saputo imporsi sul mercato vitivinicolo italiano puntando sulla qualità senza però trascurare la sua immagine. Il titolare della azienda Mario Bisceglia ha infatti puntato sulla comunicazione per riuscire a ritagliarsi una fetta di mercato nel più breve tempo possibile, era infatti suo lo stand più bello presente alla manifestazione napoletana “Vitigno Italia”, sempre suo è il premio vinto al salone internazionale del vino di Madrid per il miglior website realizzato.

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