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10 febbraio 2006

Trento: Open Space Technology (OST)

All’Università degli Studi di Trento la prima esperienza a livello nazionale di Open Space Technology. La Facoltà di Ingegneria ha sperimentato, in unAll’Università degli Studi di Trento la prima esperienza a livello nazionale di Open Space Technology. La Facoltà di Ingegneria ha sperimentato, in un unica iniziativa, un innovativo strumento di progettazione partecipata di gestione della struttura universitaria di Mesiano e un’attività formativa all’avanguardia e di grande attualità.
Nella giornata di martedì 14 febbraio, con inizio ad ore 17, presso la Sala conferenze (aula R2) di Ingegneria, saranno presentati ufficialmente, alla presenza del preside di Facoltà Marco Tubino, i risultati del progetto realizzato dagli studenti del Corso di Laurea specialistica in Ingegneria ambientale. All’incontro sono invitati gli studenti, il personale tecnico e amministrativo, gli organi di stampa e tutti gli interessati. Il progetto rientra come esercitazione del primo corso universitario per allievi ingegneri in Italia dal titolo “Metodologie partecipate e gestione dei conflitti ambientali”, di cui è titolare la professoressa Marianella Sclavi, docente presso il Politecnico di Milano ed esperta del settore a livello internazionale.
Ma che cos’è l’Open Space Technology? L’OST è un metodo partecipativo che da spazio e voce attiva ai cittadini nella gestione degli interessi della comunità e del proprio territorio. L’iniziativa promossa dalla Facoltà di Ingegneria ha visto la partecipazione di oltre 50 persone, fra studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo e personale di servizio che, divisi in una decina di gruppi, hanno dato vita a una serie di incontri per confrontarsi apertamente su problemi di interesse della Facoltà e per proporre possibili soluzioni. L’obiettivo è stato duplice: coinvolgere tutti gli attori che studiano o lavorano a Ingegneria per contribuire a formare un ambiente sereno e di reciproca fiducia e far nascere una nuova figura di ingegnere in grado di relazionarsi in modo efficace con il contesto in cui opera, cogliendone le esigenze a livello sociale, e di dimostrare attenzione e competenza rispetto alle ricadute che le scelte tecnologiche hanno sul territorio e sulla società. Il tutto acquista maggior rilievo considerato che questo strumento, tipicamente post-moderno e nato in ambito umanistico-sociale, è stato proposto e realizzato da una Facoltà di Ingegneria.
Martedì 14 febbraio, oltre a essere presentati i risultati emersi dall’Open Space Technology, saranno illustrate le prospettive che questo progetto apre non solo per l’ateneo trentino ma anche per tutte le università italiane.

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