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17 febbraio 2006

Un “cocalero” al governo della Bolivia

Dopo essere stato acclamato a furore di popolo, Evo Morales, preso il suo posto in parlamento a La Paz, capitale della Bolivia ha promesso di “r

Dopo essere stato acclamato a furore di popolo, Evo Morales, preso il suo posto in parlamento a La Paz, capitale della Bolivia ha promesso di “rifondare” la nazione più povera dell’intera America Latina. L’elezione di Morales segue ad una lunga serie di rivolte popolari e a cinque anni di instabilità continua nel paese. A 46 anni, Morales di origine india ed “ex” coltivatore di coca ha vinto con una maggioranza schiacciante. No è difficile dedurre che molto probabilmente, essendo la Bolivia uno dei maggiori produttori di coca al mondo, eleggendo un cocalero abbia pensato a qualcuno che curasse gli interessi dei coltivatori della “pianta miracolosa”, che dopo una serie di procedimenti e di raffinazioni chimiche diventa la droga “in” per gli occidentali: la cocaina. Mentre ancora la composizione del governo non era stata annunciata, Morales, ha ammesso chiaramente e – non a caso crediamo – che metterà un altro cocalero (ndr coltivatore di coca) come viceministro della difesa sociale. La cosa veramente curiosa e paradossale è che da tale ministero, guarda caso, dipende la lotta antidroga. Già impazza la polemica con gli Stati Uniti, ma perché? Nelle intenzioni del neopresidente non passa neanche lontanamente l’idea di una possibile riduzione della coltivazione delle foglie di coca. La coca – a dire del presidente – verrà usata solo a scopo medico, per la tradizionale bevanda chiamata “mate” e pesino per una speciale pasta dentaria. E con la raffinazione e la produzione di cocacaina come la mettiamo? Molto probabilmente, viste le mire e le intenzioni del presidente indio e cocalero, assisteremo ad un’escalation mondiale della produzione di cocaina su scala mondiale.

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