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21 febbraio 2006

Unisa: a Giurisprudenza si abbandona la formula del 3 + 2

Si abbandona la formula del 3 + 2 per un corso di laurea magistrale strutturato in cinque anni
Con il nuovo anno accademico, si annunciano grandi Si abbandona la formula del 3 + 2 per un corso di laurea magistrale strutturato in cinque anni
Con il nuovo anno accademico, si annunciano grandi novità per la facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo salernitano. Nell’ultimo consiglio di facoltà, infatti, si è deciso di abbandonare la formula del 3 + 2 (triennio, seguito dalla laurea specialistica), per far posto ad un corso di laurea magistrale strutturato in cinque anni.
Il nuovo corso di laurea sarà così articolato.
Si parte con un primo anno, comune a tutti gli studenti, nel quale bisognerà sostenere 6 esami. Questo periodo iniziale fornirà le conoscenze di base, in modo da consentire ai giovani amanti delle discipline giuridiche di poter indirizzare meglio il proprio successivo percorso.
Al primo anno seguirà un quadriennio, nel quale lo studente potrà affiancare, agli esami fondamentali, una serie di insegnamenti opzionali, da selezionare all’interno di nove indirizzi predefiniti (privatistico-forense, pubblicistico, internazionalistico, comparatistico, storico-giuridico, ecc.).
Resta invariato il sistema dei crediti. Ai fini del conseguimento della laurea, lo studente dovrà ottenere 300 crediti: 88 crediti saranno assegnati dalle attività formative di base; 132 dalle attività formative caratterizzanti; 40 dalle attività opzionali; 16 dalle attività a libera scelta dello studente e 6 dalle prove di conoscenze linguistiche. Infine, i rimanenti 18 crediti saranno riservati alla tesi di laurea.
La facoltà capitanata dal prof. Stanzione si affaccia così sul mercato del lavoro, indirizzando la formazione universitaria verso i canali “tradizionali” (avvocatura, magistratura, notariato, ecc.), senza però dimenticare le nuove frontiere del mercato del lavoro.
Il nuovo percorso di studi, così come molti degli insegnamenti inseriti, dimostrano una particolare sensibilità verso tematiche di vivace attualità. In questo modo, la facoltà intende assicurare un ingresso immediato nel mondo del lavoro, che sappia contemperare i fondamenti “classici” del diritto con le più moderne discipline. Un interessante connubio tra tradizione e modernità, che dovrebbe mettere la facoltà giuridica al passo coi tempi e con le continue modifiche del sistema economico.

Francesco Colucci

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