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28 febbraio 2006

Università di Cassino: Andhira: … sotto il vento e le vele

Voci, tradizioni e memorie musicali dalle tradizioni folk della Sardegna a Fabrizio De André
Ad aprire la rassegna “Linguaggi dello spettacolo 0Voci, tradizioni e memorie musicali dalle tradizioni folk della Sardegna a Fabrizio De André
Ad aprire la rassegna “Linguaggi dello spettacolo 06” una presenza d’eccezione: gli Andhìra con lo spettacolo “…sotto il vento e le vele” – incontro con Fabrizio De Andrè.
…sotto il vento e le vele” è il risultato di un lungo e avventuroso viaggio sonoro, nel quale la musica di Andhira entra in contatto con alcune opere di Fabrizio De Andrè. Questo progetto nasce nel 2001 con l’intento di portare all’interno del carcere di San Vittore di Milano, la musica e la poetica di De Andrè, attraverso un evento culturale dal titolo “Navigammo su fragili vascelli”, un incontro con le donne detenute della casa circondariale milanese, ideato e organizzato da Dori Ghezzi e Iride Baldo per la Fondazione Fabrizio De Andrè. Una proposta che abbiamo accettato con entusiasmo e un po’ di timore. Misurarsi con la musica di De Andrè richiedeva un’enorme responsabilità, per noi che non volevamo fare semplicemente delle “cover” dei suoi brani e tanto meno cadere in facili speculazioni. Abbiamo iniziato a lavorare facendoci guidare dal nostro “sguardo nomade” e così le canzoni di De Andrè, sono state “aperte”, indagate, espanse, creando al loro interno altri momenti musicali di nuova composizione, alternate come in una grande suite, ad alcuni brani scelti dal nostro repertorio originale, in parte ispirato ai canti di tradizione orale della nostra isola, luogo d’ulteriore incontro con Fabrizio che aveva scelto la Sardegna come sua seconda terra.

Organizzato in collaborazione con hormiaiteatro-teatro di limosa

Andhira
Biografia

– Significato del nome Andhira
In Sardegna, alla parola Andhira si associa un concetto errante della vita, una sorta di nomadismo culturale legato alla leggenda di una città, che si dice sorgesse sulle coste meridionali della Sardegna, saccheggiata dei tesori e distrutta dai pirati, costringendo i superstiti alla fuga e ad una vita forzatamente nomade. In alcuni canti di tradizione orale, ricorre spesso il nome della citt scomparsa. Diventato ormai un fonema, questo nome ha perso oggi il suo significato originale, conservando tuttavia un ricco e struggente potere evocativo. Nel linguaggio comune infatti, si usa ancora dire “un’andhira ‘e genti” per descrivere un’imprecisata quantità di persone vagabonde o nomadi.

– Il gruppo Andhira
Il nome Andhira si addice bene allo spirito questo gruppo, per il quale il riferimento ad un preciso genere musicale sta decisamente troppo stretto.
L’organico comprende tre voci femminili, una sezione percussioni e un pianoforte. Il trio vocale, formato da Elena Nulchis, Patrizia Rotonda e Cristina Lanzi, è caratterizzato dalla diversità stilistica timbrica ed espressiva di ogni singola voce, frutto della personale esperienza e provenienza formativa. Queste voci, nel cantare in coro, mantengono ognuna le proprie peculiarità, a differenza della coralità classica che invece richiede un colore timbrico omogeneo. Le voci di Andhira, tra solismo e coralità, offrono possibilità espressive in continua metamorfosi. La sezione percussioni è una sorta di officina sonora, attraverso la quale Giancarlo Murranca mette a frutto la conoscenza di differenti stili e culture musicali, a volte combinandoli tra loro, dando origine ad atmosfere di grande suggestione. I ritmi e i colori, spesso inusuali, vedono protagonisti alcuni strumenti che provengono da paesi lontani e che ben si sposano con lo “spirito nomade” di questo gruppo. Al pianoforte Luca Nulchis, fondatore, compositore e direttore artistico del gruppo. La sua musica e il suo pianismo riassumono un eclettico percorso formativo che, partendo da studi musicali classici, si estende a diverse forme d’arte e di ricerca, privilegiando lo studio e la documentazione sulle tradizioni popolari, in particolare quelle sarde.
La musica di Andhira, che non vuole essere un’alchimia sonora fine a se stessa, manifesta sempre un’intenzione narrativa, riportando o evocando storie, vicende e ambientazioni, reali o immaginarie, attingendo dalla tradizione popolare, e realizzando composizioni originali.

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