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16 febbraio 2006

Via Cagliari

In Via Cagliari è tutto cambiato.
Mister K ha chiuso i tavoli verdi già da anni ormai; Lupetto o chi per lui sarà finito a sbattere la sua fa

In Via Cagliari è tutto cambiato.
Mister K ha chiuso i tavoli verdi già da anni ormai; Lupetto o chi per lui sarà finito a sbattere la sua faccia grigia chissà dove, portando con sè la cocaina e quella sua risata rauca, che faceva sobbalzare qualsiasi avventore.
Anche dietro l’ingresso che fu del Cacio e Pepe si respira aria di muffa; da quando quel ristorante fallì, l’insegna è cambiata più volte nel tempo, ma non è mai durata più di qualche mese.
Adesso, giocando ad ingannare il riflesso del sole sul vetro, si può intravedere la sagoma di una batteria color madreperla, lasciata lì in mezzo alla polvere ed alle ragnatele.
Da qualche mese hanno aperto un cantiere: vogliono tirar su qualcosa di grosso al posto del vecchio edificio che fu sede della Birra Peroni.
E così hanno invaso la carreggiata, ostruendola al traffico dei veicoli, lasciando soltanto un ritaglio di marciapiede ai curiosi come me, che decidono di avventurarsi, tra cartacce e calcinacci.
“Ampliamento MACRO-WORK IN PROGRESS” ed accanto, un po’ irriverente, “GRAZIE WALTER”.
Luca ed io avremmo scritto qualcosa, lì sotto … magari soltanto una bestemmia …
La fontanella ai piedi della discesetta, continua a far scorrere l’acqua; il getto sbilenco colpisce a tratti un sasso, lasciato lì da qualcuno, lanciando spruzzi su ciò che resta ancora del selciato.
Il sole di Aprile avrà qualche difficoltà ad asciugare queste inutili pozzanghere di noia.
Oggi, dopo molto tempo, ho deciso di rincasare passando da Via Cagliari; una via che ha conosciuto i miei amici e i miei amori; una lingua di mondo che tende a dimenticare il suo glorioso passato, per assomigliarmi, ogni giorno di più.

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