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2 marzo 2006

Assolutismo e relativismo

Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia avanza in maniera costante e nello stesso tempo forze irrazionali influenzano profondamente l’agire politico Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia avanza in maniera costante e nello stesso tempo forze irrazionali influenzano profondamente l’agire politico e minacciano la democrazia, il benessere umano e perfino la sopravvivenza della vita umana. Le forze dell’irrazionalismo pretendono di portare moralità nella conduzione degli affari pubblici e privati, una moralità fondata sulle verità rivelate da Dio in opposizione a quello, che il recentemente eletto papa Benedetto XVI ha chiamato “la dittatura del relativismo”. Relativismo è una parola con connotazioni e significati diversi, ma nel suo uso popolare emerge che il relativismo implica regole non completamente rigide e controllabili di modo che, in base alle circostanze, possono essere fatte delle eccezioni. Il relativismo tende a essere associato con la tolleranza nei confronti di principi o di punti di vista alternativi.
Al contrario, l’assolutismo implica regole rigorose senza eccezioni. Sulla base di questa definizione sembrerebbe verosimile affermare che i relativisti, nell’ambito dei giudizi morali, sostengano la “dittatura” meno degli assolutisti, dal momento che sono più tolleranti nei confronti di punta di vista alternativi ai loro. Essi consentono eccezioni sulla base delle condizioni individuali e avvertono meno di altri un’irresistibile urgenza a dettare a tutti un comportamento appropriato.
La dittatura è molto più adatta a uno stato d’animo assolutista. Se non è possibile tollerare il dissenso, che viola principi indiscutibili, si devono spazzar via i giudici e i legislatori, che sostengono o permettono il dissenso e si devono chiudere o mettere a tacere i media e gli intellettuali che sono d’impiccio ai comportamenti morali. È chiaro che la democrazia ostacola l’egemonia dei principi assolutisti.
L’evoluzione della scienza, con tutte le sue contraddizioni ed i suoi errori, non permette assolutismi. La scienza è fatta da scienziati, cioè da uomini normali che hanno un’etica ed una morale come altri uomini.

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