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6 marzo 2006

Calipari non trova ancora pace

Proprio ieri, un anno fa, morì Nicola Calipari. Ancora oggi, durante la cerimonia per la sua commemorazione, i nostri politici si infiammano.
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Proprio ieri, un anno fa, morì Nicola Calipari. Ancora oggi, durante la cerimonia per la sua commemorazione, i nostri politici si infiammano.
Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del consiglio, precisa le parole del ministro alla difesa Antonio Martino: “Niente tragedia greca, la teoria del fato è cosa passata, bisogna agire per conoscere la verità ed è quello che facciamo”. Parole chiare dunque: il governo italiano vuole chiarezza e giustizia sulla morte del nostro agente del Sismi, che sacrificò la vita per portare in salvo la giornalista Giuliana Sgrena rapita in terra araba. “E’ vero che – aggiunge Letta – anche la provvidenza guida e governa il mondo, ma senza contrastare mai il principio della libertà e della responsabilità”. L’Italia vuole collaborazione dagli Stati Uniti. Raoul Lozano, il soldato che ha sparato sulla macchina del Sismi a Bagdad uccidendo Calipari, deve pagare.
“La memoria di Calipari può essere onorata – ha concluso il sottosegretario – solo attraverso la verità, in modo tale che un grande servitore dello Stato non sia morte invano e sia esempio di vita per le generazioni future”.

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