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14 marzo 2006

I bambini disabili nascono due volte

Inizialmente sono impreparati al mondo: devono imparare a muoversi in quell’Universo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda è una ri
Inizialmente sono impreparati al mondo: devono imparare a muoversi in quell’Universo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda è una rinascita custodita dall’ amore e dall’ intelligenza delle persone che circondano il bambino. Ma la rinascita implica un radicale cambiamento all’ interno di queste persone, del loro modo di confrontarsi con l’ handicap e con la diversità. Quando si è colpiti dalla diversità, l’ istinto è quello di rifiutarla, negandola. E lo si fa, negando in primo luogo la normalità. La normalità, ci si cerca di convincere, non esiste. Allora tutto diventa eccezione finendo in tal modo per rafforzare il bisogno della norma. Non è negando le differenze che si combatte questo bisogno, bensì modificando l’ immagine della norma.
Giuseppe Pontiggia racconta in prima persona il rapporto di lui, padre, con Paolo, il figlio disabile, e narra con esemplare invenzione narrativa la stupidità dell’ uomo, teso verso una vana ricerca della normalità. Insieme amaro e grottesco, drammatico e comico, in questo romanzo, l’ autore descrive l’ arte del vivere che il figlio impara per convivere con la minorazione, e racconta, da un lato, le reazioni a volte sconcertanti di una folla di personaggi di fronte all’handicap: medici impreparati, presidi ricattatori; dall’altro esempi di infinita solidarietà, devozione e amore, sentimenti che accompagnano Paolo permettendogli di condurre un’ esistenza serena e dignitosa.
Un grande romanzo sull’ handicap e sulla normalità; una straordinaria storia d’ amore.
Un libro emozionante e bellissimo dal quale è nato il film di Gianni Amelio “Le chiavi di casa”.

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