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6 marzo 2006

Il giorno della civetta

“Voi ci credete alla mafia?… Noi due, siciliani, alla mafia non ci crediamo… È tutto una montatura ”.
Poche parole, pronunciate da un uomo la cui u“Voi ci credete alla mafia?… Noi due, siciliani, alla mafia non ci crediamo… È tutto una montatura ”.
Poche parole, pronunciate da un uomo la cui unica identità che ci è permesso di conoscere è: Eccellenza. Poche parole, emblema di un mondo, quello siciliano dei primi anni sessanta, che coinvolge l’Italia intera.
Un autobus in partenza, una piazza silenziosa, un venditore di panelle, un bigliettaio: questo lo scenario che si ripete quotidianamente alle sei e trenta, all’angolo di via Cavour – piazza Garibaldi in S. (di più non ci è dato sapere). Ma un giorno questa normalità viene spezzata da due colpi di lupara. La vittima: Salvatore Colasberna, presidente di una cooperativa edilizia. Da qui prende inizio la vicenda che vede combattere in prima linea il capitano dei Carabinieri Bellodi, emiliano di Parma, uomo giusto, il cui obiettivo è servire la legge della Repubblica e farla rispettare. Impresa alquanto ardua: Bellodi infatti deve scontrarsi con una realtà non facile. La paura, l’omertà, le prevaricazioni, la rassegnazione ad una condizione considerata inevitabile, il coinvolgimento politico nel mondo della mafia sono mali che il capitano, da solo, non riesce ad estirpare. Perché la prima condizione per affrontare e sconfiggere la mafia è ammettere che essa ci sia, cosa impensabile nella Sicilia di quegli anni, quando essa era considerata soltanto una “voce, voce che vaga e rintrona le teste dei deboli”.
Ma la mafia era altra cosa: un “sistema” che muoveva gli interessi economici e di potere, nato dentro lo Stato.
A fronteggiarla, il capitano Bellodi, rappresentante della giustizia e della legalità, attraverso la penna di Leonardo Sciascia che, con una scrittura semplice e lineare, arricchita da termini dialettali, denuncia per primo una delle grandi piaghe della società: la mafia. E lo fa con il più bello fra i romanzi che la raccontano.

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