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30 marzo 2006

Libertà di scelta religiosa

In questi ultimi anni si è formato uno schieramento che unisce musulmani “moderati” e
musulmani “radicali” in difesa della libertà

In questi ultimi anni si è formato uno schieramento che unisce musulmani “moderati” e
musulmani “radicali” in difesa della libertà religiosa sui diritti civili ed in particolare sulle pene capitali e sul tema dell’apostasia.
Questo tema è a tutt’oggi oggetto di dibattito tra gli ulema anche nel mondo arabo poichè una maggioranza di sapienti collega l’apostasia alla ribellione armata contro il potere costituito e punisce quindi non il cambiamento di religione ma l’alto tradimento.
Questo fu il comportamento del Profeta e dei suoi immediati successori i quali perdonarono persone
più volte entrate ed uscite dall’Islam purchè il loro comportamento non danneggi il prossimo. Questo comportamento a causa delle guerre civili non fu mantenuto poi dai califfi omayyadi ed abbasidi che consideravano chiunque si ribelli asl califfo un apostata passibile di condanna a morte. La cosa passò poi nel diritto islamico tradizionale ma non ha fondamento coranico nè trova riscontro nel comportamento del Profeta e dei 4 Califfi Rashidun. Viceversa il Corano afferma che non vi è costrizione nella fede e che chi vuole creda chi non vuole non creda.
Ciò significa che in caso di cambiamento di religione che non dia pubblico scandalo e che non sia causa di tradimento spionaggio o persecuzione esilio morte per i musulmani, non si deve applicare
alcuna pena. C’è una vulgata che ammette la pena di morte per l’apostata ma ciò deriva dal forte senso di unità della Umma.
Molti temono che dare la libertà religiosa significa causare la perdita del senso religioso e della fede. Viceversa c’è stato in Europa uno schierarsi a favore di una assoluta libertà religiosa da parte di Juntaislamica in Spagna del segretario UCOII ed editore Hamza Piccardo del presidente della Rabita italiana S. E. Hagi Mario Scvialoja e di altri esponenti dell’Islam italiano (un mio articolo sulle stesse posizioni di Piccardo è comparso su www.ildialogo.org/islam). Questo schieramento comprende moderati e radicali e costituisce un notevole passo in avanti nel dialogo tra musulmani laici e credenti sui diritti civili e sulle libertà religiose. Vorrei rettificare alcune affermazioni di noti opinionisti che hanno accusato l’area radicale di aver appoggiato o coperto le condanne per apostasia. Ricordiamo che il fratello Tareq Ramadan ha recentemente proposto al mondo islamico la sospensione a tempo indeterminato delle condanne capitali e delle pene di diritto islamico tradizionale, mentre noi in particolare io ed il fratello Piccardo abbiamo aderito ad alcune iniziative sul sito www.ildialogo.org contro le condanne a morte negli USA. Ciò significa che un
settore importante dell’islam che fa riferimento al popolo delle moschee ha
appoggiato le lotte dei diritti civili sia nel mondo islamico sia in Occidente.

Amina Donatella Salina

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