• Google+
  • Commenta
9 marzo 2006

Lotta alla droga

“Cosa direbbe la destra se gli esperti di una commissione sulla droga fossero tutti anti-proibizionisti e magari per metà pannelliani?”, ha scritto Gi“Cosa direbbe la destra se gli esperti di una commissione sulla droga fossero tutti anti-proibizionisti e magari per metà pannelliani?”, ha scritto Gian Antonio Stella sulle colonne del “Corsera”, riferendosi alla polemica in merito alla composizione tecnica della commissione incaricata di stilare le tabelle atte a fissare il confine tra consumo e spaccio. “Non solo otto su otto sono proibizionisti”, scrive Stella, “ma per la metà hanno il timbro di Alleanza Nazionale”. Insomma, sembra non placarsi la polemica intorno alla contestata legge Fini dell’8 febbraio scorso. Agganciata allora a un decreto legge sulle Olimpiadi invernali di Torino, la nuova legge sulla droga prevede una tabella unica per le sostanze stupefacenti, che non fa più distinzione tra eroina, cocaina e cannabis: il consumo di qualsiasi sostanza viene punito con una sanzione amministrativa (ritiro della patente, del porto d’armi, del passaporto o del permesso di soggiorno), mentre si prevedono da 6 a 20 anni di carcere per i reati di spaccio, ma la possibilità per chi è condannato a pene inferiori ai 6 anni di usufruire di misure alternative al carcere. “Hanno spacciato per rigorosa e severa una legge che invece depenalizza di fatto il consumo garantendo una sorta di impunibilità a moltissimi casi di spaccio”, ha dichiarato indignato Andrea Muccioli, figlio di Vincenzo, fondatore della comunità di recupero di San Patrignano; “…in pratica se tu dimostri che sei un consumatore non c’è un limite preciso alla quantità”. Ora, invece, con l’introduzione delle famigerate tabelle (dove viene cancellata la differenza tra droghe pesanti e leggere) si dovrebbe stabilire la quantità che segna il confine tra consumo e spaccio, tra reato penale e amministrativo: se si viene trovati a fumare uno spinello si ha una sanzione amministrativa, se si viene trovati in possesso di più spinelli si va in galera. All’estero gli esperti hanno tenuto alte le quote sotto le quali non c’è reato: 28 grammi di marijuana a New York, 20 a Mosca, 15 a Berlino (corrispondenti a 50-90 spinelli di media grandezza). Intanto, qui in Italia, stiamo ancora aspettando che il ministro della Salute, Francesco Storace, di concerto con il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, e il Dipartimento delle Politiche antidroga, diretto oggi dal ministro Carlo Giovanardi, realizzino queste benedette tabelle.

Google+
© Riproduzione Riservata