• Google+
  • Commenta
14 marzo 2006

Prendiamoci per mano e chiudiamo gli occhi

Un nuovo suicidio collettivo sconvolge il Giappone. Cinque uomini e una donna, tra i venti e i trent’anni, sono stati rinvenuti cadavere all’interno dUn nuovo suicidio collettivo sconvolge il Giappone. Cinque uomini e una donna, tra i venti e i trent’anni, sono stati rinvenuti cadavere all’interno di un furgone parcheggiato in un viottolo della foresta di Chichibu. A settanta chilometri da Tokyo, si consuma un’altra tragedia, l’ennesima, ancora protagonisti il monossido di carbonio e internet. Complici leali che sarcasticamente contano il novero delle comuni vittime. Già perché gli appuntamenti fra sconosciuti per unirsi nel desiderio dell’eterno oblio, sono fissati attraverso internet. Con un promotore che raccoglie chi, come lui, cerca la morte o chi se ne lascia sedurre, in un gioco senza ritorno. Allarmante e agghiacciante. Un veicolo noleggiato su misura per l’esigenza dei posti, fornelli a carbone e un luogo isolato. Gli ingredienti sono simili, da quel primo suicidio di due ragazzi a Saitama. Da allora, gli episodi sono proliferati come erba maligna.
Certo, in Giappone il tasso di suicidi giovanili è sempre stato molto alto ma il macabro rituale che si ripete a ritmi a dir poco preoccupanti desta un allarme crescente. C’è da dire che nella cultura orientale il concetto di morte è molto diverso dal nostro: viene vissuto come fatto naturale, tendenzialmente privo della tragedia di cui lo investe la cultura occidentale. A questo proposito, in un’intervista rilasciata alla Rai dalla Professoressa di Comunicazione Interculturale di Perugia, Flavia Monceri, apprendiamo interessanti aspetti di una cultura poco conosciuta e spesso superficialmente stereotipata. Tipicamente giapponese è scegliere la morte per un motivo ben preciso, perché si ritiene dovuto a qualcuno o a qualcosa. L’ipotesi del gioco macabro appartiene piuttosto all’Occidente, al malessere di vivere sterile e indolente. E la forma può derivare dall’occidentalizzazione dei costumi e dello stile di vita orientale, non più vissuti con l’antica serenità ma punzecchiati e messi in discussione fin alle loro radici. Ma anche una profonda incomunicabilità, l’anonimato che affligge, immersi in una società popolata alla saturazione, tra le strade sommerse e gli appartamenti compressi. Gli uni vicini agli altri. Estranei. Nelle numerose e formicolanti città satellite che si aggrappano pesanti alle metropoli immense, la difficoltà relazionale può diventare tragedia. E tipicamente insito nella cultura giapponese è voler condividere le esperienze: forse nasce proprio da qui il bisogno del gruppo. Certo, nulla di tutto ciò è riconducibile a un comportamento culturale di un popolo, ma alla individuale percezione e ricezione distorta di singoli inseriti in una precisa realtà. E, allora, Oriente e Occidente si fondono in un attimo raccapricciante: voglia di emergere, di comunicare, anche solo di quell’attimo di protagonismo che viene dall’ovest. Male dei nostri anni ma non solo. Il fatto più eclatante ricordato dalla professoressa Monceri risale, infatti, al 19 novembre 1978. Quando un suicidio di massa dei più impressionanti di tutta la storia ha interessato i membri di una setta chiamata “Tempio del popolo”. Tutti i 911 fedeli, guidati dal reverendo Jim Jones, si sono tolti la vita stroncandola con del cianuro. Mali che vanno e che vengono, in una sorta di eterno ritorno che assilla. A cui, in fondo, non vogliamo credere. Soprattutto se si parla di morte, vissuta malissimo nella nostra cultura. Come fine, nulla e la flebile o convinta speranza dell’aldilà non consolano e non alleviano, comunque. Non ci riesce di accettare l’insegnamento di un vecchio avo a proposito della morte: “quando c’è lei non ci sei tu, quando ci sei tu non c’è lei”. Evidente, certo. Ma vissuto più serenamente da Epicuro che da noi. La prova che, forse, in certi nostri aspetti, il progresso non è tale. O, almeno resta profondamente relativo.

Monica Vagnucci

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy