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6 marzo 2006

“Red”, la coscienza del business

L’iniziativa di Bono, Giorgio Armani, Converse, Gap e American Express contro malaria, tubercolosi e AIDS
“Red”, un nuovo marchio sta per sbarcarL’iniziativa di Bono, Giorgio Armani, Converse, Gap e American Express contro malaria, tubercolosi e AIDS
“Red”, un nuovo marchio sta per sbarcare sul mercato, un supermarchio per finanziare la lotta contro AIDS, tubercolosi e malaria nei Paesi più poveri del mondo.
L’idea, nata da Bono, rockstar leader degli U2, da anni impegnato nella lotta contro le ingiustizie del commercio mondiale, ha coinvolto altri grandi nomi del business globale. Giorgio Armani ha presentato e lanciato ufficialmente il marchio Red al World Economic Forum di Davos, illustrando al pubblico natura ed obiettivi dell’iniziativa.
“Questa volta non si tratta semplicemente di dare, siamo impegnati a costruire” dice Armani, che destinerà il 40% dei profitti delle sue aziende al fondo di ricerca mondiale. La casa di moda dello stilista presenterà in febbraio a Milano l’intera “Red Collection” ed inaugurerà “angoli Red” nei suoi negozi. Dal prossimo marzo, John Hayes (American Express), lancerà nel Regno Unito una nuova carta, rossa, grazie alla quale, senza costi aggiuntivi per i clienti, verrà versato l’1% del valore di ogni transizione effettuata al Global Fund. La casa produttrice di magliette Gap lancerà una linea prodotta in Africa e un nuovo modello di “Sneakers” Converse, appositamente progettate, entreranno in tutti i negozi di scarpe.
Questi i grandi protagonisti del progetto, impegnati a coinvolgere il maggior numero di persone nella lotta contro la povertà. Dal 2002, anno di nascita del Global Fund, pochi i privati che hanno contribuito al finanziamento alla ricerca, prevenzione e cura delle principali malattie che stanno devastando il pianeta. Dei 4,7 miliardi di dollari, impiegati il oltre 380 progetti in 130 Paesi, solo 5 milioni sono il contributo dei privati.
Red è un esempio della transizione dalla filantropia al coinvolgimento del grande business mondiale, ma è solo un piccolo tassello di puzzle: l’impegno per presentare ai nostri figli un mondo più sano ed onesto, in cui le persone siano più importanti del denaro, è ancora ad uno stato embrionale.

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