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20 marzo 2006

Rugby, Sei nazioni: l’epilogo

E’ Fabien Pelous, capitano della Francia, ad alzare il Trofeo al Millennium Stadium di Cardiff, in casa dei campioni in carica d’Europa. La Francia coE’ Fabien Pelous, capitano della Francia, ad alzare il Trofeo al Millennium Stadium di Cardiff, in casa dei campioni in carica d’Europa. La Francia così si aggiudica la sesta edizione del “Sei Nazioni”, meritando sul campo per le doti tecniche del Quindici titolare, ma che poi in effetti si è avvalsa di tanta fortuna; fattore-chiave che non ha mai abbandonato i galletti d’oltralpe per tutto lo svolgimento del Torneo.
Ma andiamo in ordine cronologico. Apre le danze Italia-Scozia, in un Flaminio mai così pieno di italiani, dove gli Azzurri sono chiamati a vincere il primo match dell’anno. Partono in quarta i XV italiani, che dopo appena sei minuti vanno in meta con Mirco Bergamasco, su di un favoloso assist di piede del mediano Pez. Trasformazione e 7-0. Passano cinque minuti e la mischia scozzese abbatte la resistenza dei locali: lunga avanzata fino a pochi metri dalla meta, dove Paterson salta da terra con l’ovale come un grillo, e schiaccia in meta. Trasforma lui stesso e quindi 7 pari. L’Italia è grande in attacco, pulisce molto bene la palla e avanza come non mai; ci prova al 13’ Pez calciando un drop che l’arbitro ritiene fuori dai pali, lasciando col dubbio tutto lo stadio. Minuto 18, l’offensiva scozzese viene fermata a un metro dalla meta dalla retroguardia italiana, ma l’azione è viziata da un fallo e da due veli che la terna arbitrale non fischia. Nel rugby le decisioni del direttore di gara sono sacrosante, quindi si continua a giocare. La partita è dura, molto fisica, Stoica esce per infortunio, ma anche Griffen, Zaffiri e Bortolami escono più volte dal campo per ferite sanguinanti. Intanto la Scozia costringe l’Italia nella propria metà campo perché gli azzurri falliscono troppi calci di ripartenze, e sul finire della prima frazione Ross mette tra i pali un semplice drop: 7-10. a dieci minuti dalla ripresa, l’Italia va in meta, ma Pez commette un’avanti poco prima di schiacciare l’ovale, quindi nulla di fatto. Al 57’ l’Italia pareggia i conti con un calcio piazzato del mediano Ramiro Pez e riprende coraggio spinta dal tifo del Flaminio. Al 67’ ripartenza stratosferica azzurra: Canavosio, Canale e Parisse bruciano gli avversari, l’ovale arriva a Bergamasco che però commette avanti a pochi metri dalla linea di meta. Dal 70’ l’offensiva della Scozia si fa davvero dura: la trasmissione di palla è ottima, buone sono le giocate al piede, in pratica la migliore Scozia del Torneo, la stessa che ha battuto Francia e Inghilterra; ma la difesa italiana chiude sempre tutti gli spazi dimostrando una maturità davvero elevata nella creazione di barricate. A tre minuti dal fischio finale, l’episodio che decide il match: parte Lo Cicero che viene però placcato da Jason White, lo scozzese cade dietro al pilone azzurro – quindi in fuorigioco – e il barone di Catania non libera l’ovale da terra. L’arbitro irlandese Alain Rolland fischia un affossamento della palla e quindi punizione per la Scozia. Da 43 metri Paterson non fallisce e sigilla la terza vittoria nel Torneo, lasciando a secco anche quest’anno la formazione italiana, estremamente delusa dai risultati, ma consapevole di essere finalmente a pari livello di tutte le altre compagini europee.
Alle 16:30 il fischio d’inizio del match che decide la competizione: Galles-Francia, campioni in carica contro i probabili vincitori. I dragoni di casa non ci stanno a cedere il titolo facilmente, e partono subito 3-0 con un calcio di S. Jones. Pareggia dopo poco Yachvilli 3-3. il Galles c’è, gioca facile, costringe all’ammonizione il tallonatore ospite Ibanez e sulla punizione conseguente passa avanti 6-3. alla mezz’ora la meritata meta gallese: fuga laterale sinistra di Luscombe che evita due placcaggi, ovale centrale per S. Williams che restituisce dopo pochi metri, e il centro locale si tuffa per l’ 11-3. S. Jones trasforma, e la Francia è in ginocchio: 13-3. Un minuto appena prima della pausa, un calcio di Yachvilli accorcia le distanze di altri tre punti. Nel secondo tempo la Francia sbaglia due calci in tre minuti, ma al 51’ va in meta con tutta la mischia; a schiacciare la meta è Szarzewski, ma Elissalde non trasforma: 13-11. Il funambolico Gavin Henson piazza dopo tre giri di lancette un calcio da centrocampo, 16-11. a dieci minuti dal termine l’episodio-chiave del match: calcio basso a seguire nell’area di meta avversaria di S. Williams, Michalak si tuffa per annullare, ma l’ovale gli sfugge e da terra lo stesso Williams schiaccia da solo per la meta che chiude l’incontro. Ma l’arbitro inglese Chris White chiede la moviola, e l’italiano Giulio De Santis sancisce che il mediano francese ha annullato: quindi niente meta, tra i fischi di disappunto del Millennium Stadium. Al 72’ Michalak inventa la meta che regala il Trofeo alla sua Francia: sugli sviluppi di un touche fortunosa, effettua un calcio alto di avanzamento per Fritz, che tutto solo raccoglie e vola in meta. Elissalde trasforma, e la Francia è avanti incredibilmente per la prima volta: 16-18. i dragoni tentano anche l’ultimo assalto con il veloce Philips, che viene fermato a dieci metri dalla meta, però nessun compagno di squadra è lì per sostenere l’azione e la Francia riparte. A tre minuti dalla fine il calcio conclusivo di Elissalde che fissa sul 16-21. Fischio finale e grande festa del pubblico transalpino, che applaude i suoi eroi nel giro d’onore conclusivo.
L’ultima partita della giornata e dell’edizione 2006 del Sei Nazioni, è Inghilterra-Irlanda. I bianchi della rosa sono rinnovati in formazione per 7/15esimi, e si avverte dal primo momento la paura di chiudere in fallimento il Torneo contro l’Irlanda che, se vincente di oltre trenta punti, si aggiudicherebbe il Torneo beffeggiando i festeggiamenti transalpini già iniziati a Cardiff. Ma passa solo un minuto, e Noon va in meta: 5-0. Dopo cinque giri di lancette la retroguardia inglese è distratta, e Horgan insegue l’ovale, che rincorre e che calcia con i piedi in meta, tuffandosi dopo poco per convalidare, ma il replay svela che rotolando, la palla tocca la linea e quindi era fuori, ma il giudice di linea non ravvede. O’Gara emula il collega avverso, e non trasforma nemmeno lui il calcio: 5-5. Dal 13’ in poi, fino alla fine del primo tempo, un’alternarsi di calci piazzati caratterizza la gara: l’inglese Goode segna un calcio su tre, mentre O’Gara ne realizza tre su quattro. Si chiude sull’ 8-11. L’inizio ripresa è un continuum del tempo precedente: un calcio per parte e 11-14. al 52’ il sorpasso dei padroni di casa: su assist di Goode, Borthwick si tuffa in meta, e il punteggio è sul 18-14 per l’Inghilterra aggiungendo anche i due punti della trasformazione. Al 57’ un grave errore in touche inglese determina il cambio rimessa, e dagli sviluppi Leamy va in meta. O’Gara trasforma e gli ospiti sono nuovamente avanti 18-21. L’avanzata dei bianchi è incessante, ma si difende con i denti la formazione di capitan O’Driscoll, che però regala una punizione agli inglesi al 67’: 21 pari con un calcio da 43 metri del solito Goode. O’Gara dopo due minuti tenta il drop del vantaggio, ma fallisce il calcio, e allora Goode mette altri tre punti nel sacco al 74’ da un’altra punizione guadagnata da Ben Cohen. Mancano sei minuti appena, e i campioni del mondo in carica conducono 24-21. Al 78’ parte l’azione decisiva irlandese: dalle mani di O’Driscoll l’ovale viene liberato per O’Gara, che avanza e apre per Murphy, subito passaggio ad Horgan che viene placcato duramente, ma l’azione continua, e dopo due passaggi, l’ovale è di nuovo per Horgan, che al limite del fallo laterale, vola per la meta finale. Da posizione impossibile O’Gara trasforma anche, e il fischio finale arriva sul 24-28.
Si chiude allora il Sei Nazioni 2006, sostanzialmente un Torneo di livello non elevatissimo, ma finalmente equilibrato; che ha confermato da un lato la crisi dell’Inghilterra, e dall’altro la netta crescita dell’Italia e della Scozia, formazioni che daranno filo da torcere nella prossima edizione.
Questa la classifica conclusiva: Francia campione con 8 punti, gli stessi dell’Irlanda che però perdono il confronto per differenza punti; dietro la sorprendente Scozia con 6 punti, poi l’Inghilterra a quota 4, il Galles a 3, chiude l’Italia ad un solo punto.
Nessuna squadra ha effettuato il “Grande Slam” – cioè tutte vittorie – così come nessuna formazione ha perso tutti gli incontri, evitando il “Cucchiaio di legno”. La “Calcutta Cup” è stata vinta dalla Scozia contro i rivali inglesi, e la “Triplice Corona” è stata conquistata dall’Irlanda che ha battuto le britanniche Galles, Scozia e Inghilterra.

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