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27 marzo 2006

Salamanca

Ci sono città che vanno visitate d’inverno per poterne cogliere tutto il fascino. Le nubi che oscurano il sole del mattino attribuiscono un aspCi sono città che vanno visitate d’inverno per poterne cogliere tutto il fascino. Le nubi che oscurano il sole del mattino attribuiscono un aspetto particolare ai quartieri storici, restituendogli il sapore del Medioevo. La Salamanca dicembrina esprime questo, avvolta in un torrido freddo, accentuato dall’interminabile respiro del vento castigliano.
Il ponte romano che figura sullo scudo della città ricorda il suo passato come tappa chiave nella “Vía de la Plata” che attraversava la Penisola Iberica dall’Andalucia occidentale fino all’Asturia. In realtà, Salamanca è il risultato di ciò che durante il Medioevo eran distinte città gotiche, romaniche, rinascimentiste, barocche su di uno stesso territorio a due passi dal fiume Tormes. Ripopolata dopo l’invasione araba a partire del 1102, si chiudeva in un’ampia muraglia che tutt’oggi è percepibile nelle zone dell’Avenida de Mirat e dei Pasei di Canalejas e Carmelitas. A parte un tracciato molto recente, tutte le strade salmantine si orientano verso la Plaza Mayor, una delle più belle di Spagna. L’interminabile lista di monumenti civili e militari di Salamanca si caratterizza per una originale materia prima: la dorata pietra franca di Villamayor.
Tra le attrazioni di maggior richiamo, c’è la Cattedrale, divisa in due parti ciascuna con le sue peculiarità: la Catedral nueva y la vieja.
La Cattedrale vecchia iniziò a edificarsi nel secondo terzo del XII secolo e si alterna tra lo stile romanico ed il gótico, nel quale risalta una cupola di singolare belleza, semisferica all’interno, mentre all’esterno c’è un cupolino su cui spicca la statua di un gallo che dà nome alla torre. L’altare Maggiore è stato definito come il monumento più interessante, a parte quelli italiani, per il conoscimento del Rinascimento del XV secolo nella scuola fiorentina: è formato da 53 tavole che rappresentano alcune scene della Vergine, con molti riferimenti alla vita di Gesù Cristo. Fu terminata nel 1445 o poco prima, progettata da un autore sconosciuto, opera di vari pittori di diverse categorie.
Per quanto riguarda la Cattedrale nuova, viene definita come “l’ultimo sospiro gotico”, in quanto cominciò ad edificarsi il 12 Maggio del 1513, quando questo stile già era agonizante. Il suo primo architetto fu Juan Gil de Hontañón ed in seguito vi lavorarono Juan de Alava e Rodrigo Gil de Hontañón, per esser conclusa da José, Joaquín e Alberto Churriguera. Ci fu un periodo, nella seconda metà del 1500, in cui la mancanza di mezzi economici rallentò notevolmente i lavori. Durante questo periodo, il sorgere di stili posteriori al gótico scatenarono discussioni relative all’opportunità di proseguire i lavori sullo stile d’origine o cambiare. Alla fine si decise di proseguire sulla strada intrapresa, ma divenivano evidenti le influenze del plateresco e del barocco man mano che si avanzava.
Parlando di Salamanca, non si può non far riferimento alla sua Università che, fondata nel 1218, è la più antica del Paese, una delle più antiche d’Europa. L’immagine più diffusa è quella della facciata principale delle “Antiguas Escuelas Mayores”, l’edificio storico in cui alberga la “Antigua Universidad”, formata da un insieme di simboli di un programa iconografico sui cui misteri gli storici tutt’oggi lavorano. I motivi sono italianizzanti, però spagnolizzanti nel profondo della sua trascendenza con aspetti che sono tradizionali dell’espressione artistica spagnola. Su tutti, la famosa e misteriosa rana posata su un piedistallo, che è il simbolo della città. Fu conclusa nel 1529 da un artista sconosciuto. Molto vicino alla facciata, si costruì, a metà del XVIII secolo, la residenza dei rettori, che Don Miguel Unamuno occupò dal 1900 al 1914. Nel 1952 si decise rendere immortale la sua permanenza e si riportarono lì i suoi mobili e ricordi personali, in quanto buona parte delle sue opere si scrissero lì, e da allora si chiama “Casa Museo Unamuno”.
Si potrebbe continuare a parlare delle bellezze artistiche di Salamanca, ma la città (proprio in quanto città universitaria) è anche intrisa di vari centri d’ozio per lo svago dei tanti giovani e meno giovani che la popolano. Tra i locali di maggior impatto, spiccano il TinTin, l’Oddeón, il CVM LAVDE ed il Camelot.

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