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2 marzo 2006

Sanremo: primi problemi per un festival “semi riuscito”

Trascorse le prime due serate di quello che per eccellenza rappresenta uno dei festival più famosi, se non il più famoso ed atteso, d’Italia, il “

Trascorse le prime due serate di quello che per eccellenza rappresenta uno dei festival più famosi, se non il più famoso ed atteso, d’Italia, il “bilancio provvisorio” di questo inizio non è proprio dei migliori. Intoppi, errori, lentezza… e la lista potrebbe continuare a lungo.
Primo neo il palcoscenico, ridotto all’essenziale scenograficamente parlando: niente scalinata, niente fiori, niente orchestra alle spalle. Panariello entra in scena emozionato, recita le solite frasi di routine, si perde un po’ troppo in chiacchiere e battute risentite milioni di volte. Sarà anche vero che il comico toscano raccoglie la difficile eredità lasciata da Baudo e Bonolis negli anni passati, ma sta di fatto che, per la paura di non riuscire, i monologhi preparati a puntino si trasformano in una perfetta ninna nanna per gli spettatori seduti in platea. Salvate, o meglio, meno attaccate dalla critica le due vallette di quest’anno: un’ Ilary Blasi bellissima ma evidentemente impacciata, tanto da non accorgersi che la spallina del suo vestito scendeva inesorabilmente lasciando scoperto più del previsto, e una Victoria Cabello ironica ma non così simpatica come ce l’avevano descritta.
Parlando di musica vera e propria si accalcano poi pareri negativi e positivi insieme: Anna Oxa vestita da strega mette quasi i brividi, Dolceera convince, la categoria “giovani” piace più di tutte.
Eppure anche qui a trovare il pelo nell’uovo, visto il poco spazio dedicato ai brani: soltanto due o tre ogni venti minuti. “Colpa anche degli spot” afferma il conduttore, che a sua detta avrebbero imposto dei termini ben precisi. Il tempo di esibirsi infatti non va oltre i 3 minuti e mezzo e tutti sono costretti ad arrangiare e a tagliare per non eccedere con acuti e melodie.
Grande flop quello delle ospitate internazionali: John Travolta, giunto a Sanremo durante la prima serata, sembra solo aver avuto una gran fretta di incassare la generosa ricompensa per il suo intervento e d’imbarcarsi nel giro di poche ore alla volta di Nizza.
Diverso clima si respira invece durante la seconda: la neo mamma Blasi, fasciata di bianco e smagliante nella sua ritrovata forma fisica, riceve la visita di papà Totti, vestito di una taglia più grande per mascherare il tutore che tiene ferma la sua caviglia operata.
Lo share resta comunque basso, nulla in confronto a quello che l’anno scorso appariva come un festival brillante ed ironico. Per il 2006 al momento si registra solo perdita di ritmo, di pathos e di grinta. Speriamo solo che una volta capiti i meccanismi, il rash finale ci regali qualcosa di buono.

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