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9 marzo 2006

Trento: firmati oggi in Provincia due importanti protocolli d’intesa

Cominciamo dal primo. La firma di oggi conferisce, in pratica, sistematicità e organicità alle iniziative e forme di collaborazione già esistenti

Cominciamo dal primo. La firma di oggi conferisce, in pratica, sistematicità e organicità alle iniziative e forme di collaborazione già esistenti tra il mondo della scuola trentina e quello dell’università: il protocollo, sottoscritto dall’assessore provinciale all’istruzione e alle politiche giovanili e dal rettore dell’Università di Trento Davide Bassi, istituisce il Centro Scuola–Università, la cui missione è proprio quella di rafforzare la partnership tra l’Ateneo e le istituzioni scolastiche provinciali. Obiettivo implicito: favorire l’innovazione e lo sviluppo del territorio, partendo dalle risorse umane, quindi dai giovani e dai loro insegnanti.
Il Protocollo, in nome della proficua collaborazione che da anni intercorre tra la Provincia autonoma di Trento e l’Università, nell’ambito dell’orientamento e della ricerca scientifica su tematiche di interesse comune, prevede “la realizzazione di progetti congiunti scuola-università, ponendo particolare attenzione allo sviluppo delle aree della formazione e dell’aggiornamento degli insegnanti, della ricerca e dell’orientamento professionale”.
L’organizzazione del Centro – che avrà sede presso il palazzo dell’istruzione, in via Gilli 3 (www.unitn.it/scuolauniversita) – sarà costituita da un comitato d’indirizzo e da un’unità operativa. Il comitato d’indirizzo individuerà – sentiti il rettore e l’assessore all’istruzione e alle politiche giovanili – le linee strategiche di sviluppo del Centro. Definirà inoltre il piano annuale delle attività, il relativo budget e redigerà un rapporto annuale a conclusione delle attività svolte. Il comitato é composto da due membri designati dall’Università, due designati dal Dipartimento Istruzione della Provincia e dal direttore dell’Iprase.
L’attività del Centro – ha spiegato il rettore Bassi – sarà rivolta prioritariamente ai dirigenti, ai direttori e agli insegnanti delle scuole della provincia di Trento che desiderano intraprendere attività di collaborazione con le strutture accademiche e ai docenti delle facoltà dell’Università di Trento che aspirano ad avviare nuove iniziative e progetti in compartecipazione con le istituzioni scolastiche. “L’aggiornamento degli insegnanti – ha affermato il rettore dell’Università di Trento – è fondamentale per avere poi buoni studenti e il Trentino, grazie allo stretto rapporto che lega l’Università alla Provincia autonoma attraverso l’Accordo di programma, può riuscire in questo campo a sviluppare positive sinergie”.
“Abbiamo necessità di integrare, sviluppare e allungare il più possibile nel tempo – ha affermato l’assessore provinciale all’istruzione – le occasioni formative, e ciò potremo farlo attraverso la collaborazione, interessante e produttiva, con l’università con la quale l’assessorato vuole stringere una vera alleanza in questo campo”.
Alla firma del protocollo sono intervenuti anche il professor Carlo Buzzi della Facoltà di Sociologia e Paolo Renna, dirigente del Servizio per lo sviluppo e l’innovazione del sistema scolastico e formativo della Provincia.
Il secondo Protocollo d’intesa siglato oggi riguarda invece i giovani che intendono svolgere un anno di servizio civile volontario, presso qualche soggetto riconosciuto (il servizio ha sostituito, come si ricorderà, l’obiezione di coscienza, dopo l’abolizione della leva militare obbligatoria, ed è aperto sia ai ragazzi che alle ragazze). In base all’accordo siglato oggi l’Università degli studi di Trento può riconoscere, allo svolgimento completo del servizio civile volontario, un numero di crediti fino ad un massimo di 9, per le attività formative di cui all’articolo 10 del decreto del ‘99, ed eventuali ulteriori crediti – comunque non superiori a 9 – come attività autonomamente scelte dallo studente.
In ogni caso i crediti saranno riconosciuti dalle singole Facoltà secondo quanto previsto dai regolamenti didattici dei corsi di studio, valutando l’attinenza delle attività svolte nell’ambito dei progetti di servizio civile rispetto agli obiettivi formativi del corso di studio. Nel caso di richiesta di riconoscimento ex-ante, il numero di crediti sarà concordato preliminarmente e riconosciuto a conclusione dell’esperienza di Servizio. Nel caso di richiesta di riconoscimento ex-post potranno essere riconosciuti dei crediti formativi valutando i contenuti e le finalità formative del progetto svolto.

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