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14 marzo 2006

Unicam: “La genotipizzazione come metodologia analitica e diagnostica”

Dopo il lusinghiero successo ottenuto con la giornata di studio dedicata alla diagnostica della influenza aviaria la Scuola di Specializzazione in
Dopo il lusinghiero successo ottenuto con la giornata di studio dedicata alla diagnostica della influenza aviaria la Scuola di Specializzazione in Biochimica clinica dell’Università di Camerino pone all’attenzione dei suoi studenti, e dei professionisti interessati, una tematica di notevole interesse anche se certamente meno esposta ai riflettori della cronaca rispetto a quella della influenza aviaria. “La genotipizzazione come metodologia analitica e diagnostica” è il titolo di questa seconda iniziativa della Scuola e si terrà Mercoledì 15 Marzo, con inizio alle ore 9.15, presso l’aula magna del polo didattico di Biologia (largo Pierbenedetti 2).

“Come sempre, e vista la tipologia della nostra Scuola di Specializzazione” ci dice il Direttore Prof. Rosalia Tacconi “nella giornata di studio verranno privilegiati gli aspetti analitico diagnostici di una metodologia che può essere utilizzata per scopi diversi per cui, pur nel rispetto di questa filosofia di fondo, abbiamo pensato di predisporre un programma articolato che presenterà, appunto, applicazioni estremamente diversificate. Si parlerà infatti di salute dell’uomo così come di selezione di ovini e bovini ma anche di selezione di zanzare patogene.”

Non verranno tralasciati gli aspetti più innovativi nel campo, infatti nel corso della giornata verrà presentato un prototipo di un mezzo diagnostico, progettato e realizzato nei laboratori della Scuola, basato sulla Biologia Molecolare che dovrebbe permettere di effettuare uno screening sulla popolazione ovina al fine di individuare la loro predisposizione allo scrapie, una patologia neurodegenerativa che affligge questi animali. L’importanza di tale approccio può essere desunto dal fatto che esso potrebbe portare alla selezione di ovini resistenti allo scrapie con la fondata speranza di sradicare, in tempi ragionevoli, questa patologia che nei suoi aspetti degenerativi è associabile a quella nota, nei bovini, come “mucca pazza” e che procura dei danni immensi agli allevatori.

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