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30 marzo 2006

UniMc apre un ponte tra Mongolia e Italia

La Mongolia fa appello alle imprese maceratesi per i settori dell’edilizia, dell’agricoltura e dell’energia geo-termica. E la Camera di commercio ha
La Mongolia fa appello alle imprese maceratesi per i settori dell’edilizia, dell’agricoltura e dell’energia geo-termica. E la Camera di commercio ha già pronta la risposta: organizzare tramite l’ufficio Ex.it per l’internazionalizzazione una “Giornata Paese” durante la quale riunire gli operatori locali dei settori di interesse: una riunione generale per illustrare opportunità e caratteristiche socio-economiche del Paese obiettivo. Potrebbero essere preparati anche colloqui singoli con gli imprenditori che vogliano allacciare rapporti commerciali con la Mongolia.
E’ quanto scaturito dal colloquio del professor Chaadra Baatar, presidente dell’Accademia delle scienze mongola – l’equivalente del nostro Cnr – nonché consigliere culturale del capo dello Stato, con Giuliano Bianchi, presidente dell’ente camerale. Questo ultimo appuntamento ha concluso il giro di incontri con i maggiori rappresentanti istituzionali ed economici della città organizzato dall’Università di Macerata, la prima in Italia ad aver stretto un concreto accordo di collaborazione con la Mongolia. Ciceroni dell’autorevole ospite sono stati, in particolare, il professor Pier Giuseppe Rossi, direttore del Centro per l’E-Learning e la formazione a distanza (Celfi) dell’Ateneo e da Anna Bittarelli, addetta ai progetti internazionali sempre all’interno del Celfi. Nel pomeriggio Chaadra ha incontrato il preside di Scienze della formazione nella nuova sede della Facoltà in contrada Vallebona. Domani prenderà parte al convegno “Macerata-Mongolia, la sfida della globalizzazione”, che si svolgerà alle 17 nell’Aula magna. La giornata di sabato sarà, infine, dedicata alla visita della città e del sito archeologico di Urbisaglia, dove Chaadra sarà accompagnato dalla professoressa Giovanna Maria Fabrini.
La collaborazione tra Università di Macerata, Accademia delle Scienze di Mongolia e Università di Ulaan Baatar, la capitale, si pone sempre più nettamente come un ponte anche economico tra i due Paesi. E’ in questa ottica che si è mosso in questi giorni il professor Chaadra, alla ricerca non solo di parole di circostanza, ma di impegni concreti. Una delle prime armi per affrontate la sfida è stato l’invio da Ulaan Baatar di due studenti di dottorato di ricerca (3 anni) e un borsista del Ministero degli affari esteri (8 mesi) per apprendere la lingua e la realtà italiana. Un proposito condiviso dallo stesso Bianchi, che ha ricordato durante l’ incontro, un’esperienza analoga effettuata in passato con alcuni studenti ucraini, oggi “ambasciatori” dell’Italia nel loro Paese. La Mongolia può offrire opportunità nel settore dei pellami e delle piante officinali e nello stesso tempo sta crescendo nel settore del turismo. Interessamenti a stabilire rapporti economici sono già stati espressi da alcuni imprenditori locali incontrati da Chaadra mercoledì pomeriggio.
Sia Comune che Provincia, infine, nelle persone del sindaco Giorgio Meschini e del presidente Giulio Silenzi, si sono detti propensi a stabilire gemellaggi tra i due enti con realtà analoghe della Mongolia.

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