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29 marzo 2006

Unimore: conferenza Brasile

Un convegno del Dipartimento di Scienze del Linguaggio e della Cultura e del Laboratorio di Etnologia dell’Università degli studi di Modena e RUn convegno del Dipartimento di Scienze del Linguaggio e della Cultura e del Laboratorio di Etnologia dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia si propone di affrontare in una chiave interdisciplinare le contraddizioni sociali e culturali della più grande nazione del Sud America: il Brasile. L’appuntamento è per giovedì 30 e venerdì 31 marzo 2006 a Modena.

Un convegno di due giorni all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, organizzato dal Dipartimento di Scienze del Linguaggio e della Cultura e dal Laboratorio di Etnologia, diretto dal prof. Fabio Viti, presenta il Brasile, un Paese che sta attraversando un importante momento di fermento politico e culturale e che nell’immaginario comune viene spesso – superficialmente – legato all’idea di Paese “povero, ma felice”.

L’appuntamento è per giovedì 30 marzo 2006 alle ore 15.00 e per venerdì 31 marzo 2006 a partire dalle 9.30 presso l’Aula Multimediale della Facoltà di Lettere e Filosofia (Largo S. Eufemia, 19) a Modena.

Il volto del Brasile è in realtà molto diverso da quello che si conosce ed il convegno si propone di mostrare i lati meno noti e più complessi di questo enorme Paese che, nonostante la rappresentazione che se ne fa come una realtà in cui sono apparentemente assenti forme di razzismo, avendo fatto del meticciato e della “democrazia razziale” una delle sue più note caratteristiche, si sta rivelando e riconoscendo, anche attraverso un intenso dibattito culturale, fortemente connotato da forme discriminatorie nei confronti della popolazione di origine africana.

“Questo convegno – afferma il prof. Fabio Viti dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – vuole essere un’occasione per riflettere sulla specificità del Brasile, un Paese in cui convivono valorizzazione del meticciato e discriminazione razziale, in cui raramente ci sono stati conflitti di carattere razziale, ma in cui il 97% degli studenti universitari è bianco, anche se quasi metà della popolazione si classifica come nera e meticcia”.

L’obiettivo dell’incontro è, quindi, quello di proporre una lettura più aderente alla realtà del Paese sudamericano, attraverso un approccio multidisciplinare che fornisca un’interpretazione non solo di tipo antropologico. All’antropologia si affiancheranno, infatti, i contributi della storia e della letteratura, che in questi anni – in particolare – ha avuto un ruolo determinante nel tracciare del Brasile una rappresentazione sociale parziale: carnevale e samba da un lato, bambini di strada dall’altro, tralasciando quasi totalmente gli aspetti di discriminazione che, al contrario, ne caratterizzano la quotidianità.

Il programma del convegno e piuttosto intenso e proporrà nella prima giornata dopo i saluti della Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia prof.ssa Marina Bondi e del prof. Fabio Viti, che presenterà il tema del convegno, gli interventi di: prof. Stefania Capone del CNRS di Parigi che parlerà di “La ‘religione degli orixas’ tra sincretismo e reafricanizzazione”; prof. Roberto Vecchi dell’Università di Bologna ci condurrà attraverso il tema de “La schiavitù e i vuoti della rappresentazione. Come il subalterno (non) parla nella cultura brasiliana”;dott. ssa Valeria Ribeiro Corossacz dell’Università di Modena e Reggio Emilia che presenterà un particolare provvedimento preso per contrastare il fenomeno della discriminazione razziale nelle università brasiliane con “Chi è bianco, chi è nero. La politica delle quote universitarie per negros e le trasformazioni di un’identità meticcia”. A chiudere la prima giornata sarà un dibattito di confronto sui temi affrontati.

Nella seconda giornata (venerdì 31) si assisterà ai contributi del prof. Roberto Francavilla dell’Università di Siena con “Letteratura e stereotipo razziale. Il caso brasiliano”, del prof. Roberto Malinghetti dell’Università Milano-Bicocca, che presenterà “Il preconcetto di non avere preconcetti: inversioni identitarie e resistenza nel Quilombo di Frechal”, del prof. Filippo Lenzi Grillini dell’Università di Siena, che concluderà il convegno soffermandosi su “Essere indios e vivere in una Terra Indigena. Il processo ufficiale di riconoscimento etnico-territoriale degli indios brasiliani”.

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