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1 marzo 2006

Unimore: conferenza matematica, conclusione del ciclo

Si conclude all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia il ciclo di conferenze sugli sviluppi della ricerca matematica nell’epoca dei lumi e Si conclude all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia il ciclo di conferenze sugli sviluppi della ricerca matematica nell’epoca dei lumi e sulle nuove teorie nate in Europa a cavallo tra il XVIII e XIX secolo. Nell’ultimo incontro in programma venerdì 3marzo 2006 a Modena si parlerà de “Il cosiddetto teorema di Ampère: motivazioni e conseguenze”.

Si avvia alla conclusione il ciclo d’incontri pubblici che il Dipartimento di Matematica dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con l’Accademia di Scienze Lettere e Arti e la Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario, ha organizzato quest’anno per approfondire e far conoscere il valore dei contributi apportati da alcuni dei grandi studiosi del XVIII e XIX secolo agli sviluppi della ricerca.

L’iniziativa, articolata attraverso 8 conferenze, ha rappresentato la continuazione di un percorso storico-filosofico, avviato negli anni passati, proposto con finalità divulgative, per riaccendere l’interesse culturale e scientifico dei giovani e degli appassionati attorno a questa fondamentale materia. Nei cicli precedenti l’attenzione era stata successivamente fermata, dapprima, sull’evoluzione del pensiero matematico a partire dai greci (I ciclo), quindi al Medioevo (II ciclo) e, poi, alla prima metà del XVIII secolo (III ciclo).

“Dopo il periodo pionieristico, che seguì all’introduzione del calcolo differenziale ed integrale – spiega la prof. ssa Franca Cattelani dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – le ricerche matematiche furono mirate alla sistematizzazione dei concetti e dei metodi che stanno alla base delle nuove teorie. Vasti orizzonti e nuovi spazi d’indagine si presentano agli scienziati che si dedicano in questo periodo all’analisi (Lagrange, Cauchy e Weirstrass), alla geometria (Gauss, Lobacevskij, Bolyai), all’algebra (Abel e Galois), alla probabilità (Laplace)”.

L’ultimo appuntamento è annunciato presso il Dipartimento di Matematica (Via Campi 213/b) a Modena, nella giornata di venerdì 3 marzo 2006 alle ore 17.00.

Il prof. Umberto Bottazzini dell’Università di Milano presenterà “ Il cosiddetto teorema di Ampère: motivazioni e conseguenze”.

Col nome di “teorema di Ampère” veniva spesso indicato nell’Ottocento il “teorema” che afferma che ogni funzione continua su un intervallo è ivi sempre derivabile ( tranne al più in punti isolati). Questo enunciato figura in un lavoro di Ampère del 1806 che si ispira alla teoria delle funzioni analitiche di Lagrange ed ha per oggetto una “nuova” dimostrazione della formula di Taylor. Il “teorema” viene ripetuto in numerosi trattati e lavori ancora negli anni Sessanta e Settanta del secolo, fino a che il contro-esempio di Weierstrass di una funzione continua su un intervallo ma in nessun punto derivabile diviene di dominio pubblico. Infine, lo stesso Weierstrass in un lavoro del 1880 mostra il profondo legame che intercorre tra il suo contro-esempio ed il problema del prolungamento analitico di una funzione di una variabile complessa.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito www.accedamiasla-mo.it (tel. 059/225566) ed il sito www.matematica.unimo.it.

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