• Google+
  • Commenta
3 marzo 2006

Unimore: convegno oculistica

Gli sviluppi della chirurgia mini-invasiva in campo oculistico al centro di un convegno promosso dall’Università degli studi di Modena e Reggio EmiliaGli sviluppi della chirurgia mini-invasiva in campo oculistico al centro di un convegno promosso dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. L’appuntamento a Modena nella giornata di sabato 4 marzo 2006. Attesi oltre trecento partecipanti.

I progressi compiuti in campo chirurgico, che oggi hanno portato ad accorciare sia i tempi di degenza che l’invasività degli interventi, hanno notevolmente migliorato il livello delle prestazioni.

Sull’evoluzione di queste tecniche applicate all’oculistica è dedicato un convegno dal titolo “Chirurgia mini-invasiva in oftalmologia”, che terrà a Modena sabato 4 marzo 2006, dalle ore 8.30, presso l’Aula Magna del Centro Didattico della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia (via del Pozzo 71).

Il congresso, organizzato per il secondo anno dal prof. Gian Maria Cavallini, Direttore della Struttura Complessa di Oftalmologia dell’Azienda ospedaliera-universitaria di Modena, e dalla sua equipe, tratterà alcune delle principali tematiche legate alla chirurgia mini invasiva nel trattamento di patologie oftalmologiche, (l’anno passato l’attenzione venne posta esclusivamente sulla chirurgia della cataratta). Sono oltre trecento i medici, specialisti e rappresentanti della scuola oculistica italiana, tra le più importanti nel panorama mondiale, che hanno assicurato la loro partecipazione a questo qualificato appuntamento modenese.

“Per l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia” commenta il Rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia prof. Gian Carlo Pellacani “è motivo di grande vanto poter ospitare un convegno di questa portata, che vede impegnati i più importanti esponenti dell’oculistica italiana e che si caratterizza, soprattutto, come un momento di alta formazione, di aggiornamento e di confronto per i medici e gli operatori sanitari dell’area oculistica. Il livello della partecipazione, poi, testimonia un generale apprezzamento presso la comunità scientifica per gli sforzi che il nostro Ateneo sta compiendo per puntare all’eccellenza nella ricerca e qualificare le sue strutture, anche da punto di vista assistenziale”.

Il convegno, in particolare, sarà l’occasione per fare il punto ed aprire un confronto sull’avanzamento delle tecniche nel trattamento chirurgico di patologie quali distacchi retinici, cataratte, trapianti di cornea ed altre forme patologiche oculari.

Gli ultimi anni, infatti, hanno visto progressi impensabili fino a poco tempo fa, nell’ambito dei trattamenti chirurgici oftalmologici: l’evoluzione delle competenze tecniche ha condotto a pratiche operatorie sempre meno invasive, definite appunto di chirurgia mini-invasiva. Tali tecniche, caratterizzate da una strumentazione avanzatissima, permettono interventi di minor durata, limitando la dimensione delle incisioni e garantendo periodi di convalescenza post operatoria più ridotti.

“Un paziente affetto da cataratta” afferma il prof. Gian Maria Cavallini “può affrontare oggi un intervento che, rispetto a pochi anni fa, ha acquisito un grado altissimo di sicurezza post operatoria, grazie all’evoluzione delle tecniche chirurgiche. La pratica denominata di Microfacoemulsificazione bimanuale nel trattamento chirurgico della cataratta, ad esempio, ha permesso di praticare incisioni che non superano i 2 millimetri, quasi dimezzando la dimensione dell’incisione praticata con la vecchia tecnica di chirurgia coassiale. In questo modo si abbatte notevolmente il rischio di infezioni e si favorisce, quindi, una consistente riduzione del trauma post-operatorio”.

Oltre a rivestire un momento importante di incontro e di scambio di esperienze, grazie anche alla nuovissima attrezzatura audiovisiva disponibile presso il Centro Didattico della facoltà di Medicina e Chirurgia, il congresso sarà un’ottima vetrina per l’attività svolta dalla scuola modenese del prof. Gian Maria Cavallini, cui si deve la recente uscita del volume “Microfacoemulsificazione bimanuale nella chirurgia della cataratta”.

“Ogni anno” continua il prof. Gian Maria Cavallini “vengono eseguiti presso l’Azienda ospedaliera-universitaria di Modena più di 3500 interventi all’occhio, di cui 2000 di chirurgia della cataratta, 200 di chirurgia della retina e 100 di chirurgia del trapianto di cornea”.

Il congresso, cui recherà il proprio saluto il Rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia prof. Gian Carlo Pellacani, prevede una fittissima tabella di marcia con i lavori che inizieranno al mattino per concludersi solo la sera.
La sessione del mattino, sarà dedicata ad interventi riguardanti la strumentazione necessaria nella chirurgia mini invasiva, attraverso un confronto fra le varie tecniche e si concentrerà sulle procedure chirurgiche nella cura di importanti malattie della retina di origine degenerativa, vascolare e traumatica.
Durante la sessione pomeridiana l’attenzione verrà posta su altre patologie curate chirurgicamente, quali cataratte di tipo senile o traumatico e casi più complessi di patologie congenite e traumatiche, in un confronto tra le esperienze dei medici intervenuti. Verrà descritta la tecnica di microfacoemulsificazione bimanuale che prevede l’utilizzo di due sonde invece di una sola le quali, attraverso due mini incisioni, permettono l’estrazione della cataratta e l’impianto di cristallini artificiali intraoculari, con caratteristiche ottiche innovative che migliorano le performance visive dei pazienti (design, asfericità, filtri UV).

Per gli ortottisti-assistenti in oftalmologia e gli infermieri professionali, che parteciperanno alla giornata sono previsti crediti formativi ministeriali.

Google+
© Riproduzione Riservata