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16 marzo 2006

Unimore: la storia dei giardini

La Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica che vede impegnata in questi giorni l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ferma la sLa Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica che vede impegnata in questi giorni l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ferma la sua attenzione sui temi ambientali, proponendo una rivisitazione in chiave storica e naturalistica dell’Orto Botanico. Su questo argomento, conclusivo anche del ciclo di incontri “Il giardino del Principe”, organizzato dal Dipartimento d’Ateneo del Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico e dagli Amici del Giardino Estense interverranno Eraldo Antonini e Daniele Dallai. L’appuntamento venerdì 17 marzo a Modena.

Una lezione dell’agronomo Eraldo Antonini e del ricercatore universitario Daniele Dallai sulla storia dell’Orto Botanico conclude il ciclo di conferenze organizzate dal Dipartimento del Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e dagli Amici del Giardino Estense, intitolato “Il Giardino del Principe” e dedicato ad approfondire quali furono le influenze che ispirarono la realizzazione di alcuni significativi esempi di artistiche composizioni florovivaistiche annesse a storici palazzi modenesi e italiani.

L’incontro“Coltivare la scienza. Dal giardino ducale estense all’Orto Botanico universitario di Modena”, inserito nell’ambito delle iniziative promosse per la XVI Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica, si svolgerà venerdì 17 marzo 2006, alle ore 18.00 nell’Aula Magna della facoltà di Giurisprudenza (via Università 4) a Modena.

L’Orto Botanico di Modena risale al 1758, anno in cui il Duca Francesco III d’Este dispose che una parte del Giardino Ducale fosse destinata alla “dimostrazione” delle piante medicinali sotto la guida del medico Gaetano Rossi. Nel 1772, con la Grande Riforma Universitaria, l’Orto Botanico, nato come “Giardino dei Semplici” al pari di numerosi altri Orti italiani ed esteri, entrò sotto la giurisdizione dell’Università. Dalla fine del XVIII secolo all’inizio di quello attuale, la sua storia seguì l’evoluzione del ducato e, poi, del regno. Gli illustri Botanici che ne furono alla guida fecero grande uso, nelle attività didattiche e di ricerca, del collezionismo scientifico su cui era imperniata l’attività dell’Orto. Ne conseguì un grande impulso nelle collezioni d’erbario, semi, frutti, legni e di altri reperti vegetali. Nell’ottocento, sotto la Direzione di Giovanni De’ Brignoli di Brunnhoff (1818 1855) furono incrementate in modo sostanziale le collezioni di specie esotiche e venne costruita la parte centrale tra le due serre, attuale Aula Storica, per ospitare il Museo Botanico.
In questo periodo furono inaugurate anche le prime Esposizioni dei Fiori in Modena, aperte ad espositori pubblici e privati, che da qualche anno sono riproposte nell’Orto nel mese di maggio. L’Orto Botanico modenese, che continua a vivere insieme all’antico Giardino Ducale, ha conservato intatta nel tempo la sua importanza storica e culturale.

Eraldo Antonimi, agronomo paesaggista, si occupa da oltre dieci anni della storia dei giardini e del giardinaggio, è autore di due volumi sulla storia del giardino e del paesaggio e di numerosi articoli e saggi. Ha curato, per il Ministero dei Beni Culturali, la sezione riguardante la provincia di Modena del Dizionario Biografico dei Giardini Italiani. E’ stato professore a contratto nel corso di laurea di Scienze dei Beni Culturali dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, in cui ha insegnato “Rimboschimenti e Selvicoltura Urbana” e “Botanica Ornamentale” e dal luglio del 2000 è coordinatore tecnico-scientifico della rivista “Giardini”. Dal 1998 svolge attività di consulenza per la gestione delle alberature e del verde urbano per il Comune di Modena. In tempi recenti ha elaborato il progetto preliminare/definitivo per il restauro del parterre di Largo Garibaldi, a Modena, e sta lavorando, per la Regione Piemonte, alla realizzazione di un orto agro-botanico a Domodossola. Nell’ambito dei progetti per il Giubileo del 2000 si è occupato della sistemazione a verde del parco archeologico della Villa Neroniana di Anzio (Roma).

Daniele Dallai, ricercatore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, si occupa dal 1987 di museologia scientifica, con particolare riguardo ad aspetti storici, ecologici, botanici e conservazionistici dell’Orto Botanico, finalizzati al riassetto museologico dell’Istituzione e delle sue collezioni. Fino al 2000, come Curatore dell’Orto, e dal 2001, nel ruolo attuale, ha svolto ricerche sui problemi di riqualificazione delle collezioni viventi, nella prospettiva della conservazione della diversità biologica, del ruolo degli Orti nella cooperazione con gli enti protezionistici e nella salvaguardia della biodiversità locale. Per diversi anni ha rivestito il ruolo di Segretario nazionale del Gruppo di Lavoro per gli Orti Botanici e i Giardini Storici della Società Botanica Italiana. Attualmente coordina progetti di conservazione di specie vegetali locali rare, vulnerabili o in pericolo di estinzione, con la partecipazione a piani di ricerca in campo museologico e biosistematico. E’ titolare di insegnamenti nei corsi di laurea del nostro Ateneo in Scienze Naturali ed in Scienze Biologiche. Da molti anni è responsabile organizzativo delle iniziative culturali pubbliche, che si tengono presso l’Orto modenese nell’ambito dei programmi di diffusione della cultura scientifica.

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