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31 marzo 2006

Unimore: laboratorio di chimica

L’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia si pone all’avanguardia nella ricerca sulla chimica delle fermentazioni e delle biotecno

L’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia si pone all’avanguardia nella ricerca sulla chimica delle fermentazioni e delle biotecnologie microbiche. Due nuovi Laboratori dedicati sono stati inaugurati presso l’Ateneo emiliano: concorreranno a migliorare la sicurezza dei prodotti alimentari ed a condurre ricerche sulla fisiologia dei microrganismi. Determinante per la realizzazione di questa iniziativa il concorso della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e della Tetrapak, oltre all’impegno dell’Ateneo.

Due nuovi laboratori sono stati tenuti a battesimo presso l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Si tratta dei Laboratori di Chimica delle Fermentazioni e di Biotecnologie Microbiche, che sono destinati a sviluppare, nell’ambito delle biotecnologie industriali, le attività di ricerca che utilizzano e producono microrganismi.

Collocati in un nuovo accogliente spazio, inaugurato presso il Dipartimento di Chimica (Via Campi, 183) a Modena, che occupa una superficie di 150 metri quadrati, ai laboratori sono stati riservati tre vani, completamente ristrutturati e riadattati per consentire di accogliere al meglio le numerose attività di ricerca che vi vengono condotte.

“Questa collocazione – spiega il prof. Ugo Maria Pagnoni del Dipartimento di Chimica dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – atipica nel panorama nazionale, favorisce la sinergia tra competenze di biotecnologie microbiche e di chimica organica, permettendo un più immediato accesso a procedure per l’isolamento di molecole organiche da matrici complesse, quali terreni di fermentazione ed estratti cellulari e per la loro indagine strutturale. Ciò favorisce quella necessaria interdisciplinarietà, che apre grandi possibilità nell’indagine di sistemi biologici complessi, con rilevanti prospettive sulle tematiche più innovative della microbiologia industriale, quali l’ingegneria metabolica e la ricerca sui metabolici”.

L’iniziativa, che pone l’Ateneo emiliano all’avanguardia in questo campo sperimentale, è stata resa possibile grazie al generoso contribuito della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena (250 mila euro) e della Tetrapak (70 mila euro), che hanno stanziato le risorse necessarie all’acquisto delle più moderne strumentazioni per la descrizione di popolazioni microbiche miste, il miglioramento genetico dei microrganismi, l’indagine sulle proteine, lo sviluppo di processi fermentativi, l’isolamento e la purificazione delle molecole prodotte.

“Favorire le sinergie fra il mondo della ricerca e il nostro territorio di riferimento – commenta il Presidente prof. Andrea Landi – è uno degli obiettivi prioritari della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. In particolare, siamo attenti ai progetti in grado di potenziare lo sviluppo socio-economico e la qualità della vita. Lo sviluppo della microbiologia industriale e della biotecnologia delle fermentazioni trova una collocazione ideale nella nostra provincia, caratterizzata da sempre da una forte presenza dell’industria agroalimentare. Per questo si è deciso di contribuire al progetto di ricerca promosso dalla facoltà di Bioscienze e Biotecnologie dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, incentrato sullo studio di nuovi ceppi probiotici e di ceppi starter utilizzati nell’industria alimentare”.

I Laboratori di Chimica delle Fermentazioni e Biotecnologie Microbiche sono strutturati in tre aree distinte, corrispondenti alle differenti specializzazioni che si coltivano presso di esso: l’analisi del DNA, il miglioramento genetico di microrganismi, la purificazione e la caratterizzazione di proteine; le biotecnologie microbiche; i bioreattori per la produzione di biomassa microbica, i metaboliti e gli enzimi.

“Una parte rilevante dell’attività di ricerca di questi laboratori – aggiunge la prof. Maddalena Rossi, responsabile dei due nuovi Laboratori – è rivolta a tematiche inerenti la sicurezza degli alimenti, lo sviluppo e l’applicazione di starter microbici per insaccati carnei, il prolungamento della conservazione di matrici alimentari e lo studio di alimenti funzionali contenenti batteri probiotici. Grande interesse è inoltre rivolto allo sviluppo di processi fermentativi per la produzione di neutraceutici, quali antiossidanti ed acidi grassi poliinsaturi, additivi alimentari per il miglioramento delle proprietà nutrizionali di prodotti di ampio consumo come yogurt, succhi di frutta, latte, integratori alimentari. Queste ricerche consentono di estendere la nostra collaborazione con le aziende agroalimentari del territorio, offrendo loro risposte in tempi brevi relativamente alle esigenze applicative delle industrie. Contemporaneamente permettono di migliorare l’investigazione sulla fisiologia dei microrganismi, ottimizzando i processi, e caratterizzando le strutture biologiche coinvolte in particolari funzioni”.

“L’attivazione di questi Laboratori – ha commentato il Rettore prof. Gian Carlo Pellacani – rappresenta un’ulteriore tappa di avvicinamento tra l’Ateneo ed il territorio, che è il principale obiettivo di quel generale sforzo prodotto dall’Ateneo in questi anni per riorganizzazione la ricerca accademica, inserendola ed integrandola nel circuito della ricerca tout court, italiana ed internazionale. Ci pare doveroso, anche in questa circostanza, ringraziare la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena per la sensibilità di cui ha dato prova nell’assecondarci in questo proposito, che mira ad insediare noi e Modena in una dimensione di assoluta eccellenza nel campo dell’innovazione tecnologica ed industriale”.

Alla cerimonia inaugurale, preceduta da un seminario, nel corso del quale il dott. Leonardo Vingiani Direttore di Assobiotec, il prof. Danilo Porro dell’Università degli Studi di Milano Bicocca ed i professori Ugo Maria Pagnoni e Maddalena Rossi dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia hanno fatto il punto sulla situazione della ricerca biotecnologia, erano presenti tra gli altri, oltre al Rettore prof. Gian Carlo Pellacani ed al Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena prof. Andrea Landi, anche il Preside della facoltà di Bioscienze e Biotecnologie prof. Stefano Ferrari ed il Direttore del Dipartimento di Chimica prof. Marco Sola.

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