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17 marzo 2006

WWOOF: voglio andare a vivere in campagna!

No, Toto Cutugno non c’entra: WWOOF, infatti, sta per World Wide Opportunities on Organic Farms, e con il cantante italiano ha ben poco a che fare. TrNo, Toto Cutugno non c’entra: WWOOF, infatti, sta per World Wide Opportunities on Organic Farms, e con il cantante italiano ha ben poco a che fare. Tradotto in Italia, molto poco alla lettera, con “Lavoratori volontari nelle aziende biologiche”, è in altri termini sinonimo di “opportunità di lavorare per una fattoria”. Ma così significa ancora poco, meglio approfondire per capire il ruolo di questa organizzazione. La WWOOF nasce nel 1971, dalla mente di Sue Coppard, una manager londinese desiderosa di abbandonare l’aria inquinata della città, in favore della più salubre campagna; da allora, ormai 34 anni fa, concede a dei volontari la stessa occasione che la fondatrice avrebbe voluto avere all’epoca: quella di passare un breve periodo di tempo in fattorie al di fuori delle aree urbane. Già, chiunque si può mettere al servizio di agricoltori che, in tutto il mondo, fittano una stanza e concedono il vitto, in cambio non di soldi, ma di semplice lavoro agricolo: si diventa veri e propri braccianti, seppur per pochi giorni. Questo in una serie di imprese agricole del tutto eterogenee: dal piccolo orto alla grande fattoria, basate solo sulla coltivazione, o anche sull’allevvamento, con tipi diversi di tecniche.
I paesi in cui ci sono aderenti al progetto sono molti, e molto vari: Europa, Africa, Messico, Corea., il che permette non solo di imparare differenti tecniche di allevamento o coltivazione, ma sopratutto di vivere un’esperienza personale unica, capace di arricchire tramite la conoscenza del diverso, in questo caso, per molti, del totalmente diverso. Se un tempo, infatti, l’agricoltura era l’attività più diffusa, è difficile oggi trovare chi in prima persona raccolga i frutti della terra, e viva a stretto contatto con essa: potrebbe essere interessante, invece, tornare alle proprie radici e conoscere ciò da cui tutto deriva, in un modo o nell’altro, appunto, la terra. Così un ricco industriale potrebbe trovarsi a maneggiare un aratro, o un agente immobiliare a zappare di mattina presto, con il sole ancora basso…già, sembra quasi una prospettiva di rivincita sociale, ed invece è “solo” un’interessante iniziativa per sperimentare una vita diversa.
In Italia WWOOF esiste da 4 anni, ed è diventata un’associazione riconosciuta a livello legale, dopo due anni di lavoro perchè lo statuto venisse accettato. Essa assicura a tutti i suoi membri una copertura assicurativa contro eventuali incidenti, e una tessera associativa per le aziende, che permetta di riconoscere la presenza di lavoratori volontari al loro interno.

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