• Google+
  • Commenta
10 marzo 2006

Yahoo! e Google salassano Wall Street

Google, Yahoo!, eBay, Amazon, Expedia: i titoli del comparto Internet hanno perso in media il 12% dall’inizio del 2006

WALL STREET – Le

Google, Yahoo!, eBay, Amazon, Expedia: i titoli del comparto Internet hanno perso in media il 12% dall’inizio del 2006

WALL STREET – Le prime settimane del 2006 si sono risolte in una mezza catastrofe per le azioni di tutti i titoli della new economy. Seppur il settore sia andato consolidandosi, come conferma la capitalizzazione di borsa di big come Google (109 miliardi di dollari), eBay (56,4 miliardi), Yahoo (46,8 miliardi), Amazon (15,8 miliardi), Expedia (8,8 milardi), i titoli del comparto Internet hanno perso in media il 12% dall’inizio dell’anno.
Crescita della concorrenza, ingenti spese in pubblicità e marketing, rincorsa allo sviluppo tecnologico hanno fatto crescere gli investimenti più del fatturato. Così gli utili ne risentono, gli azionisti, presi dal panico, si lamentano e vendono i titoli.
Quando la new economy muoveva i primi passi, i suoi imprenditori avevano soltanto due obiettivi: trovare per primi una nicchia nel mercato del web e quotarsi presto in Borsa per sfruttare la prima fase di euforia finanziaria rivolta al net-world. Google, enfant prodige tra i motori di ricerca del web, il 31 gennaio scorso ha registrato un utile (372 milioni di dollari) al di sotto delle aspettative di analisti e investitori. Lo sappiamo bene tutti noi, internauti di nuova generazione, che la più grande differenza con la vecchia industria sta proprio nell’estrema flessibilità ed imprevedibilità del mondo Internet. Oggi, Larry Page e Sergey Brin, padri di Google, hanno visto GOOG (il titolo Nasdaq per Google) perdere, in una settimana, più del 20%, 20 miliardi di dollari in termini di capitalizzazione di Borsa.
Ha seguito una flessione delle quotazioni di quasi tutte le società Internet, segnando chiaramente un momento di confusione e disorientamento per il mercato.
Ad ogni modo, il salasso borsistico di questi primi mesi dell’anno, secondo gli esperti della Merrill Lynch, non frenerà l’enorme sviluppo previsto per le società Internet, specie alla luce dell’aumento delle vendite on-line e della pubblicità che si servirà sempre più del canale web per avvolgerci nella sua rete.

Google+
© Riproduzione Riservata